La nascita del Touring Club Italiano e il ruolo di Luigi Vittorio Bertarelli, di C. Delfino


E’ stata accolta con grande favore la notizia che lo storico sodalizio milanese - il Touring Club Italiano - abbia accordato il patrocinio alla Milano Sanremo per biciclette d’epoca (Classicissima d’Epoca) che si disputerà il 22 marzo 2015. La partenza sarà alla Conca Fallata a mezzanotte del 21 o se preferite alle 0,00 del 22 marzo. Destinazione Sanremo, 284 chilometri, in parte nella notte, precedendo i professionisti della “corsa al mare”. Per ora sono una ventina gli iscritti culturalmente e atleticamente motivati a percorrere la strada della gloria ciclistica verso la città del Casinò.
Ma che cos’è il Touring Club?
In un mio precedente articolo (Gli albori del ciclismo in Italia) ho fatto riferimento alla sua nascita quando un gruppo di ciclisti milanesi, sotto la spinta di Nessi, Bertarelli e Citterio, decisero di affrancarsi dall U.V.I. Era l’8 novembre 1894 e proprio in quel giorno nacque Il Touring Club Ciclistico Italiano.

                           La nascita del Touring Club Italiano

Ma quello che intendo ricordare oggi è la figura di Luigi Vittorio Bertarelli vero trascinatore e “deus ex machina” dell’associazione. Nacque a Milano il 21 giugno del 1859. I due nomi di battesimo richiamano i due re alleati vincitori della fresca guerra per l’INDIPENDENZA. Il padre qualche anno prima, aveva avuto problemi con gli austriaci di Milano ed era emigrato in California. Ritornato con qualche soldo, mette al mondo quattro figli e apre una fabbrica di candele. Luigi Vittorio, secondogenito, eredita dal padre l’indipendenza e il coraggio. Siccome il fratello più piccolo, Achille ha bisogno di “bagnature” di mare, appena tredicenne lo accompagna a Genova. Poi i due, scalzi e lungo la riva del mare si portano in cinque giorni fino a Savona. Concluse le bagnature inizia il ritorno. A piedi fino a Acqui (70 chilometri in 20 ore) e poi finalmente il treno.
Dopo l’estate avventurosa che racconterà per tutta la vita, si iscrive e conclude le scuole tecniche, sposandosi giovanissimo con tal Elvira dell’Oro da cui ha due figli. Nel 1884 un incendio distrugge la avviata fabbrica di candele e lui apre una fabbrica di arredi sacri. Qualche anno dopo va in Germania ad apprendere i segreti della fusione dei metalli e d’inverno con un amico in bicicletta si spinge fino a vedere il Baltico che è gelato e tende a imprigionare una nave a tre miglia dalla riva. Naturalmente i due pazzi colle due ruote si avventurano, a rischio di sprofondare, fin sotto bordo.
Un’altra volta in Lombardia fa’ a piedi il giro del Lago di Como; per scommessa salirà una vetta di 1000 metri in poco più di un’ora e compirà altre imprese balzane ma che ci fanno capire la sua sete di avventura e la filosofia del Touring Club Ciclistico Italiano TCCI, che lo vedrà trai soci fondatori all’Albergo degli Angeli in quel famoso 8 novembre 1894.
Questa associazione si occuperà solo ed esclusivamente di attività turistica, cartografica e aiuto a chi viaggia per lavoro o per diletto; non assolutamente di attività agonistica lasciata in toto all’UVI. Il presidente Federico Johnson, riconosciute subito le grandi qualità e l’amicizia, gli delega la “sezione strade”; dovrà, con gli scarsi mezzi di allora, varare in pochi mesi una guida di itinerari in grado di supportare con precisione e sicurezza un viaggiatore.
Bertarelli si muove in prima persona, invia collaboratori, scrive a corrispondenti locali e a varie municipalità, a ditte cantoniere, al Ministero dei Lavori Pubblici, a locande e trattorie di strada, a cocchieri, a Carabinieri e postini chiedendo notizie e dettagli delle carrabili. Esce così la descrizione minuziosa e vivace di 370 itinerari chilometrici e con altimetrie, passaggi a livello, centri abitati e perfino fontanelle a cui dissetarsi. Di anno in anno questa guida si amplifica e si ammoderna al passo delle infrastrutture italiane.

                      La nascita del Touring Club Italiano

Quando anche l’automobile comincia a prendere piede, Bertarelli pensa ai segnali stradali e alle norme per la circolazione delle vetture spingendo anche per l’apertura di stazioni di rifornimento carburante, carburante che fino allora era disponibile soltanto in farmacia. Per dimostrare l’apertura ai diversi mezzi di locomozione toglie la parola “ciclistico” dalla sigla del Club che diventa così T.C.I.
La prossima creazione sarà una carta d'Italia alla scala di 1 a 250.000, e una Guida d'Italia con particolari dettagliatissimi di strade, città, monumenti, rarità geografiche, punti panoramici, alberghi, pensioncine, trattorie, artigiani. Il turismo come fatto globale, economico, culturale e sociale. Una visione modernissima se pensiamo che Bertarelli porta a termine il suo lavoro nel 1914. Inizia poi la pubblicazione del periodico Le Vie d’Italia e il progetto del Grande Atlante Internazionale che non riuscirà a finire in quanto muore nel 1926.
Bertarelli tramite il T.C.I. fece conoscere l’Italia agli italiani. Il GIDE fa conoscere la bici d’epoca agli italiani. La Milano Sanremo attraversa la Lombardia e la Liguria raccontando la storia del ciclismo e il mito della Classicissima.

                                                           La nascita del Touring Club Italiano

Carlo Delfino






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