L'Etrusca, una bella tappa baciata dal sole della primavera, di M. Piccioni

 
                    L'Etrusca 2015
 

Eccoci qua a raccontare la prima tappa del Giro d'Italia d'Epoca 2015: L'Etrusca.
Quest'anno gli organizzatori hanno dato proprio tutto, anche di più. Il bel tempo ha regnato per tutto il fine settimana. Come sempre, c'è stato anche il bellissimo mercatino vintage fatto dagli espositori, ormai stra-fedeli del Giro d'Italia d'Epoca, che si sono potuti sbizzarrire esponendo dentro l'ippodromo Caprilli.
L'evento è partito con la cronometro di regolarità a coppie lungo il mare. Un a cronometro molto simpatica e, direi, presa in maniera goliardica.
La partenza era alle ore 12 dal gazebo di Terrazza Mascagni con arrivo dentro l'Ippodromo Caprilli; il clima era sereno, allegro e colorato. Quest'anno molti erano con maglie super colorate, squadre composte anche da dieci persone con divise tutte identiche; dove ti girassi vedevi colori, tanti colori. Pensate, ho notato che molti uomini (vanitosi peggio delle donne), si sono fatti fare i baffetti all'insù, oppure barbe vintage.
Comunque tornando alla crono, la prima coppia a dare il via al tutto è stata quella composta da me assieme ad un organizzatore di una della future tappe. Signori, mi sono fatta riconoscere: sono arrivata a due minuti dalla partenza, sono partita senza dar tempo alla moto di scortarmi e per finire ho sbagliato il percorso, mandando in tilt i risultati delle coppie che seguivano. Almeno così non si può dire ci sia stato qualcosa di truccato!
La mia battuta appena arrivata dentro l'Ippodromo è stata: Scusate, ma ci avete presi per cavalli a due ruote?
Gli ultimi a partire e chiudere questa giornata in bici, sono stati il sindaco Filippo Nogarin in coppia con un Francesco Moser in vena di ironie.
Il mio pensiero subito a caldo sapete quale è stato? Si comincia bene, percorrere anche solo 500mt nell'ippodromo con questi cancelli non è facile, mi immagino domani farne 60 di km; che mi aspetterà?
Nel tardo pomeriggio abbiamo avuto una simpatica conferenza stampa, con ospiti d'onore come Franco Bitossi, il cuore matto del ciclismo. Bitossi non poteva mancare, essendo stato il vincitore della sesta tappa del Giro d'Italia a Livorno.
Altro ospite - non da poco per gli occhi delle donne - è stato il bel Massimo Poggio, attore di fiction di Canale 5 e teatro; era a Livorno in scena all'interno del teatro La Goldonetta con il suo spettacolo teatrale “La Maglia Nera”, una bella vicenda storica.
Ospite ormai fisso e nostro carissimo amico, come ho detto, anche Francesco Moser, che ha presentato tra una battuta e l'altra con il sindaco Nogarin, la sua Moserissima.
Ho saputo che Nogarin quando era piccolo, giocava sulla spiaggia con le teste di Bitossi, Moser e molti altri. Scusate, mi spiego meglio: giocava sì con le teste dei campioni ma perché erano dentro le biglie. Ricordate quelle biglie che si usavano sulle vie fatte con la sabbia al mare? Sì, proprio quelle.
Eccoci, siamo al mattino; io mi faccio due chiacchiere in tranquillità su una panchina accanto a Moser aspettando che diano il via alla vera manifestazione. La gente inizia ad arrivare, la partenza è prevista per le 9,00 con due percorsi di cui uno di oltre 100 km.
Si parte e lo scenario è fantastico, facciamo tutto il lungo mare di Quercianella, Castiglioncello fino ad arrivare al bellissimo Castello Pasquini dove troviamo il primo ristoro. Poi si riparte in direzione Rosignano Solvay, Vada, Cecina. Fin qui tutto abbastanza tranquillo Il bello arriva quando lasciamo il lungo mare per entrare nell'entroterra. Percorsi suggestivi ma veramente duri. Però dico io: che eroici siamo se non affrontiamo qualche salita? Poi c'e sempre una soluzione: scendere a andare a piedi portando la bici a mano.
Io comunque negli ultimi 10 km vedevo solo il PastaParty...
Infatti, alla fine PastaParty per tutti e ricchissime premiazioni...
Una cosa che mi son sentita in dovere di chiedere agli organizzatori è stata: signori, ma il percorso lo avete fatto in moto o in bici? E' stato duro ma bello e vi chiedo una cortesia: nel 2016 metteteci più pianura!
 
Michela Piccioni

                    L'Etrusca 2015

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