Ciao Ginettaccio e ciao Alfredo, di M. Piccioni

Ciao Ginettaccio e ciao Alfredo

 

Bellissimo pedalare nella città di Firenze e soprattutto visitare il paese del nostro Ginettaccio.
Inizia cosi il bellissimo week end del 18 aprile. Il Giro d'Italia d'Epoca, in occasione del Florence Bike Festival dedicato al nostro amato Alfredo Martini, ha la possibilità di far pedalare dentro il bel velodromo Enzo Sacchi. E’ una struttura nata nel 1893 e interamente costruita in terra battuta. E’ unica nel suo genere in Toscana.
Una quindicina di ciclisti con bici storiche - me compresa - hanno avuto la possibilità di provare l'emozione di calarsi nei panni dei vecchi campioni. Posso garantire che è stata un’emozione unica nel suo genere!

Nel pomeriggio viene organizzata una pedalata nel centro della città: come potevano mancare le bici storiche? Spargo la voce e  mi ritrovo una trentina di eroici tutti alla partenza dal Parco delle Cascine vestiti d'epoca con maglie di lana e con il loro bel cancello.  Il programma è magnidico: pedalare sul Lungarno per arrivare a Porta Romana e  - per chi possiede la bici storica - proseguire fino a Piazzale Michelangelo per un giro panoramico, osservare la bellissima  Firenze città  di Brunelleschi e poi arrivare a Ponte a Ema al Museo di Gino Bartali. Signori, non potevamo non andare a salutare un grande del ciclismo come Ginettaccio.
Siamo arrivati al Museo; ci hanno accolti un caloroso benvenuto, una guida con spiegazioni all'interno del museo e addirittura un bel rinfresco. E' sempre una bella emozione rivedere gli splendidi cimeli che hanno fatto la storia del ciclismo.
Il rientro è stato concluso facendo tappa nelle principali piazze come quella della Signoria e piazza Duomo. Le foto di turisti e curiosi non sono mancate. Siamo diventati l'attrazione del pomeriggio.
A te, Ginettaccio,  mando un saluto con una tua frase che parla da sola: il bene si fa ma non si dice; certe medaglie si appendono all'anima, non alla giacca.  

A te, Alfredo che resterai sempre nel mio cuore, mando un saluto dicendoti pari pari quello che continuamente ripetevi: la bici rende liberi.
CIAO GINETTACCIO E CIAO ALFREDO!

Michela Piccioni


Ciao Ginettaccio e ciao Alfredo 








 

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