La (tosta) Maremmana di Edoardo, di E. Piovano

La Maremmana ciclostorica

Domenica 17 maggio ho partecipato alla ciclostorica "La Maremmana", terza tappa del GIDE, sempre in terra toscana, con partenza e arrivo nella bella ed elegante cittadina di Castiglione della Pescaia. Sono stati proposti tre percorsi di cui i più impegnativi si dividevano nel cosiddetto "corto" di poco inferiore ai 50 km e nel "lungo" di poco superiore ai 100. Vista l'altimetria (1000 mt circa) e memore del misurato ed equilibrato sforzo profuso nei 102 km dell'Eroica Primavera con un dislivello di oltre 2000 mt ho optato convinto per il lungo. Eravamo più di 400 alla partenza in piazza Garibaldi domenica mattina, in una giornata tersa con un sole già caldo dalle prime ore e un venticello a folate che in realtà, almeno nella prima parte della pedalata, ha soffiato contro, risultando in alcuni momenti fastidioso.

I primi km sono stati percorsi, in gruppo, con bella andatura, all'interno della fitta pineta che affianca il costruito di Castiglione sul lato sudorientale. Al km 25, dopo alcuni begli scorci di campagna maremmana i compagni del corto hanno svoltato a sinistra mentre noi del lungo abbiamo proseguito diritti verso la zona collinare.
Lo sterrato si e' alternato con buona frequenza all'asfalto cosi come i miei compagni di viaggio che mi hanno superano o li ho raggiunti a seconda del terreno nel quale ciascuno di noi si sente piu' a suo agio. Il punto cruciale della pedalata e' risultata, almeno per me, la salita, sullo sterrato, di Badia Vecchia/Casette: una serie di strappi importanti con l'ultimo particolarmente aspro e impegnativo che termina e sfocia nell'asfalto di una strada provinciale, al cui incrocio era sistemato un ristoro. Quest'ultimo non e' stato particolarmente invitante (a parte la simpatia e la cordialita' dei volontari/controllori) ma invece tutti i rimanenti si. Strutture e location una piu' bella dell'altra a cominciare da quello dell'azienda La Badiola per andare alla Fattoria Acquisti (il più affascinante e magnificamente provvisto) per finire in quello dell'azienda Le Mortelle (peccato, al mio arrivo, già svuotato dai ciclisti del corto) con una vista strepitosa sulla campagna maremmana, fino al mare. Posti bellissismi, preparati con cura, buon gusto, e ben organizzati. La salita di Badia Vecchia si e' ripetuta due volte con due soluzioni di strada differenti ma sempre con l'arrivo al medesimo ristoro. Ora mi chiedo se, vista la natura del terreno (sterrato) l'irregolarità del fondo e l'asprezza della pendenza era il caso non solo di proporlo due volte ma proprio di non inserirlo nel percorso. Quello della difficoltà di pedalare sullo sterrato, su fondi spesso molto irregolari perché non mantenuti o resi quasi impraticabili dalle piogge, con pendenze a volte esagerate è un dibattito a cui io, che pure mi difendo su questi terreni, mi metto dalla parte di chi sostiene che la pedalata non deve diventare un'esasperazione della fatica, dello sforzo, del rischio, dove soprattutto la paura di cadere o di scivolare non deve avere il sopravvento sulla leggerezza e serenità della pedalata che ti permette di godere in ogni  momento delle viste e dei panorami che a volte improvvisamente e inaspettatamente si aprono. Le discese sullo sterrato poi sono (state) anche peggio. In buona parte su fondo molto friabile perché sabbia/argilloso o costituito da una massicciata di ghiaia (ovviamente non o mal costipata) dove tutta l'attenzione deve essere posta nella guida della bicicletta e la concentrazione massima va a scapito degli scorci, dei colori e dei particolari. Per queste ragioni e anche per alcune mie deficienze di preparazione (e di età) sono arrivato alle porte di Castiglione già ben cotto e affaticato e la svolta a sinistra indicata e proposta dall'organizzazione che ha voluto farci vedere la città dall'alto non e' stata pienamente condivisa da me e da altri (molti hanno tirato dritto...). Ma questa deviazione ci sta (se prima non si chiede il massimo dello sforzo) e quindi diligentemente l'ho fatta. Sono arrivato al Centro sociale alle 15,20 molto stanco e provato, soddisfatto di essere stato sempre in sella o sui pedali (tranne in un piccolo tratto per eccesso di traffico ciclistico). Mentre ripartivo per tornare a casa e rigustarmi altri 440 km in auto ho pensato tra me e me che era un vero peccato non essere già in pensione perché avrei volentieri allungato di un giorno la vacanza per godermi il mare e la spiaggia di Castiglione che ho soltanto annusato, intravisto e immaginato nel mio tormentato arrivo in bici. 

Edoardo Piovano

La Maremmana ciclostorica
Foto di Paola Zanoni



 

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