Il libro: Un ragazzo di Bastida, di F. Rovati


Alfredo Pasotti


Franco Rovati, Un ragazzo di Bastida. L'avventura umana e sportiva di Alfredo Pasotti, corridore ciclista, con la Prefazione di Ernesto Colnago, Geo Edizioni, 2015, euro 19.

Pasotti… Chi era costui?
Ve lo spiega subito nel titolo l’amico Rovati, autore del volume. Pasotti era un ragazzo di Bastida. E dov’è Bastida? Bastida Pancarana è un comune di 983 abitanti della provincia di Pavia. Si trova nella pianura dell'Oltrepò, riva destra. Ne sapete tanto come prima?
Ebbene allora dovete leggere questo libro che racconta le avventure ciclistiche di un ottimo professionista degli anni “50. Si, allora dopo aver letto, comprenderete come un ragazzo normale, dopo una guerra vissuta durante il periodo più delicato del suo sviluppo, riesca a diventare un buon corridore.
Primi anni di vita, scenario il Po, sempre presente in chi nasce sulle sue sponde: tuffi, marachelle, pesci e anguille. La bicicletta per conoscere nuovi orizzonti. Una vittoria al Campionato Nazionale Allievi del “42. In supporto ai partigiani durante la Resistenza. Colpito all’addome da proiettili tedeschi; curato col digiuno assoluto. Dopo qualche mese riprende ad alimentarsi e torna a pedalare. Secondo alla Milano Rapallo del “46, corsa che non lo sapeva ancora, ma sarebbe diventata una classica dei “puri”. Passa alla Benotto e dopo un paio di stagioni altalenanti ma convincenti, nel 1950 fa un bel Giro e un ottimo Tour vincendo due tappe a Lilla e a Bordeaux. E’ il Tour delle aggressioni, verbali e oltre, agli italiani accusati di essere succhiaruote nelle fughe e vincitori allo sprint (e come lui Corrieri, Magni, Leoni…). E questa parte del libro sviscera molto bene il momento dove i cugini di oltralpe, raggiungendo il massimo del loro sciovinismo, si “incazzano” (come dice Paolo Conte) per il complesso di inferiorità che li opprime. Il momento tecnico-tattico è sostenuto e avallato da godibilissimi articoli di Brera e Ambrosini sui giornali dell’epoca.
Ma come è come corridore Pasotti, o meglio Pasottino? E’ un corridore di taglia leggera ma veloce e resistente; in salita è uno degli ultimi a staccarsi e tatticamente risulta accorto, al limite della astuzia. Non per niente riesce a giustiziare fior di velocisti e finisseurs da Casola a Schotte, da Van Steenbergen a Blomme. Il difetto maggiore (ma chi non ne ha) è che forse si dimostra un po’ poco propenso alla “sofferenza”. Però, tutto sommato, una onesta carriera, insomma. E il libro in questione ne esalta gli aspetti salienti.
Degno di nota e curioso il capitolo dedicato al 1955 quando si reca a correre nella Jugoslavia del compagno Josip Broz, in “arte” Tito il quale lo omaggia con un set di valigie per aver vinto due belle corse. Spazio poi alle vicende private con una bella famiglia, la sua passione per il ballo e gli amici del fiume e delle grigliate.
Che dire… Franco Rovati ha fatto un bel libro su questo corridore che pochi conoscono, raccogliendo anche splendidi documenti fotografici. Ce ne vorrebbero decine di Rovati per ricordare i tanti protagonisti dimenticati della nostra storia ciclistica; e forse non basterebbero.


Carlo Delfino







 

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