Bassa Romagna Storie Antiche di Uomini e Biciclette: una festa della bici e dell'amicizia, di O. Pirazzini


Bassa Romagna ciclostorica

Un fine settimana dedicato alla rievocazione di un ciclismo di altri tempi si è svolto a Lugo Ra, sabato 29 e domenica 30 agosto, in occasione della terza edizione della “Bassa Romagna Storie Antiche di Uomini e Biciclette”, pedalata rigorosamente non competitiva e decima tappa del Giro d’Italia d’Epoca. Ben 178 temerari, con una presenza femminile del 20%, equipaggiati con biciclette e divise risalenti a tempi non solo passati ma anche remoti, si sono dati convegno nella nostra città provenienti da varie regioni d’Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio. Due ciclisti giapponesi residenti a Firenze e uno tedesco arrivato da Holdemburg hanno assicurato l’internazionalità dell’evento. Per due giorni, spettatori incuriositi, hanno incrociato gruppi di inusuali pedalatori che percorrevano non solo le vie dei centri storici della Bassa Romagna ma soprattutto le strade polverose che solcano le campagne come i sentieri in un grande giardino e testimoni tangibili della millenaria centuriazione romana.
L’intenso week-end dedicato alla manifestazione ha avuto il suo esordio già da sabato 29 agosto con l’apertura in mattinata della mostra scambio di biciclette d’epoca e relativi materiali, risultata poi molto partecipata nell’arco delle due giornate. Nel pomeriggio una libera pedalata, fra cultura e gourmet, ha portato sessanta ciclisti che avevano già raggiunto Lugo in mattinata, in visita al Museo F. Baracca, poi a Bagnara di Romagna con visita al Museo Pietro Mascagni e degustazione di gelato artigianale, quindi, pedalate di trasferimento a Bagnacavallo all’Osteria di Piazza Nuova per un aperitivo accompagnato da stuzzichini. Ritorno a Lugo per una “cena romagnola” al Maracanà con 130 partecipanti. Alle 21,30 trasferimento all’Auditorium A.Corelli a Fusignano dove la Compagnia “Al Ladro”, con Alessio Berti, Roberto Zauli e Adriano Vettorato hanno dato vita a una recita dedicata al campionissimo di sempre e intitolata “TUTTOCOPPITUTTO”. Un pubblico attento e numeroso ha decretato il successo dello spettacolo, ideato e scritto dagli stessi interpreti, nonché personaggi di spicco fra i pedalatori del Giro d’Italia d’Epoca.
Domenica, ritrovo di buon ora in piazza Baracca di pedalatori e seguito per le foto di rito sui gradini del monumento all’eroe e alle 8,30, scortati da un imponente servizio di sicurezza, Polizia Municipale, le moto staffette della Progetti Scorta, i volontari della A.A.R.I. C.B. e due ambulanze della Croce Rossa Italiana, al segnale convenuto dell’assessore allo sport Fabrizio Lolli, tutti hanno preso il via per la grande avventura.
Il folto gruppo ha percorso compatto i primi 40 km fino al primo ristoro ufficiale della Cooperativa Agricola Braccianti il Palazzone, allestito a Fusignano in piazza A. Corelli (concittadino illustre musicista del ‘700), dopo essere stati ospiti per una colazione alla Sagra della “Sfujareja” di Cotignola al km 24.
Quindi dopo 41 km, 31 partecipanti hanno fatto ritorno a Lugo per il percorso corto compiendo alla fine 50 km con sette settori sterrati: Rio Fantino, Canaletta, Ca’ Vecchia, Chiusaccia, Pecoracotta, Trasale e Sant’Andrea per un totale di 8 km.
A km 55 altro abbondante ristoro presso l’Azienda agricola Salvatori nella campagna di Belricetto con alle spalle uno dei tratti(bianchi) più impegnativi, i 7,2 km del famoso Palazzone. Dopo la sosta, nuova divisione del percorso: circa 100 ciclisti, vista la durezza del tracciato e sufficientemente imbiancati, hanno scelto di deviare per la via più breve ultimando il tracciato medio dopo 74 km e 9 settori sterrati: i sette compiuti sul corto più il già citato Palazzone, Runzi e Sant’Andrea pari a 16,7 km.
Credo invece, si possano definire veri e propri eroi coloro che si sono avventurati su quei terribili ultimi 45 km in mezzo a polveroni indicibili con un temperatura che superava largamente i 30°. Fortunatamente hanno potuto recuperare un po’ di energie durante le brevi soste nei due ristori ancora previsti, San Bernardino, ancora una volta ospiti di una azienda agricola, Florest Franz e altrettanto a San Patrizio in un’aia della cooperativa Braccianti di Conselice. Infine l’agognato arrivo a Lugo in piazza Baracca dopo sei ore di pedalate e 100 km percorsi attraverso 21 settori sterrati: Comunetta, Raspona, Monti, Carrarone, Pollarola, Fortuna, Tagliata, Bagattine, Pollina, Pulina, Bedazzo, Sant’Andrea, da aggiungersi a quelli percorsi in precedenza insieme ai ciclisti storici del corto e del medio, per un totale di 31 km. Fortunatamente, come per tutti gli arrivi, c’era ad aspettarli il fornito ristoro di Coop Adriatica in attesa dei meritatissimi cappelletti presso il Maracanà di Madonna delle Stuoie. Vi posso assicurare che in quella piazza destinata agli arrivi, l’occhio vigile di Baracca è stato testimone credibile del sudore, della fatica e della sofferenza di decine di pedalatori. Credo che il ciclismo non potesse trovare modo migliore per commemorare il centenario della Grande Guerra sotto l’Ala di uno dei suoi eroi più celebrati.
Ma poi c’è stato anche il modo di mitigare il disagio provocato dalle grande fatica. Prima il gustoso pranzo e infine l’immancabile cerimonia di premiazione che, presenziata dall’Assessore allo sport del Comune di Lugo Fabrizio Lolli e dalla vice Presidente del Giro d’Italia d’Epoca Michela Piccioni, si è svolta all’insegna dell’allegria, come si fa alla fine di una grande festa, perché tale è stata nonostante la grande polvere.
Riconoscimenti particolari sono andati a chi proveniva da più lontano, un ciclista tedesco, Helge Pahl, arrivato da Oldemburg, un città sul mare del nord, si è aggiudicato un fine settimana all’Agriturismo Massari di Conselice.
A William Salvioli, pur non essendo presente a Lugo, è stato assegnato il premio “L’Airone” per la recente impresa compiuta nella Parigi-Brest-Parigi.
Alla Compagnia “Al LADRO” composta da Alessio Berti, Roberto Zauli e Adriano Vettorato per il successo ottenuto la sera precedente con la commedia “TUTTOCOPPITUTTO”, andata in scena nel prestigioso Auditorium Arcangelo Corelli a Fusignano.
Un premio all’ultimo arrivato, un’eroica signora di 64 anni, Patrizia Catastini, proveniente da Livorno che ha concluso la sua fatica giungendo al traguardo dopo 100 km, quale era il percorso più lungo, insieme ad altri 42 temerari fra i quali altre quattro donne.
Altri riconoscimenti sono andati a Stefano Franceschini di Grosseto che si è presentato con abbigliamento e bicicletta più consoni all’epoca di riferimento e ai Gruppi con il maggior numero di partecipanti: Gruppo Vicenza, Esarchi di Ravenna, Castiglione della Pescaia, Gruppo Arre di Padova e 3MCaverni di Signa(FI).
Il premio fedeltà al Giro d’Italia d’Epoca è andato a Luciano Corvetti di Cervia.
Infine estrazione a sorte fra i ciclisti d’epoca di un fine settimana per due persone messo in palio dall’Agenzia Wom Travel di Forlì presso l’hotel Verda Val a Campitello di Fassa, la sorte ha premiato la coppia Denise Bavutti e Paolo Cavazzuti di Castelvetro (Modena).
Dei tre soggetti organizzativi dell’evento, oltre a Girodellaromagna.net e Orgoglio pieghevole, la parte più onerosa è toccata alle volontarie e volontari dell’Unione Cicloturistica F.Baracca che hanno svolto tutte le mansioni operative nella preparazione e gestione della cucina e servizio ristorante per oltre 300 persone fra sabato e domenica. Queste sono anche le motivazioni che ci hanno indotto a consegnare al sodalizio Lughese un quadro dell’artista bolognese Claudio Pesci, presidente dell’Associazione Fausto e Serse Coppi, raffigurante il grande campione in maglia tricolore al quale ogni anno viene dedicata la nostra iniziativa.
La manifestazione che si è svolta nella più autentica atmosfera della festa e dell’amicizia, ha raccolto un lusinghiero coro di consensi da parte dei protagonisti, consensi che ci spronano a continuare in questo progetto.
Grazie a tutti

Oscar Pirazzini

Bassa Romagna ciclostorica

Foto di E. Romano












 

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