Aspettando L'Artica 2016 (Lonigo-Vicenza, 23-24 gennaio), di M. M. G.

 
L'Artica ciclostorica 2016


Gennaio è il mese per eccellenza della neve, del freddo artico e dei Cimenti Invernali ovvero di quelle prove fisiche poste in essere per verificare la forza, il coraggio, l’ardore delle persone.
La storia epica narra che il nome di questo gelido mese derivi dal dio romano Giano, dio di tutti gli inizi, divinità delle porte e dei ponti, che rappresentava ogni forma di passaggio e mutamento, il dio raffigurato con due facce, una rivolta al passato e una al futuro.
Secondo la leggenda, Giano fu re dell'antichissima Italia, e ospitò Saturno quando il vecchio dio dovette fuggire per sottrarsi alle persecuzioni del figlio Giove. 
Fu allora che Giano, per gratitudine, ebbe da Saturno il dono della prudenza e la facoltà di vedere nel futuro come nel passato.
Ma fu Numa Pompilio a dedicare al dio Giano il primo mese dopo il solstizio d’inverno, gennaio, che divenne, dopo la riforma giuliana del 46 a.c., il primo mese dell’anno.
E quale modo migliore è iniziare la stagione 2016 del Giro d’Italia d’Epoca se non nel mese di Gennaio, con un evento che ha il sapore penetrante del Cimento invernale, per coloro che non temono il freddo, ma che, anzi, lo vogliono sfidare?
E così come gli impavidi affrontano le acque del freddo mare di Gennaio per un tuffo ardimentoso e ben augurale, così i prodi ciclostorici daranno vita, il 23 ed il 24 gennaio, a Lonigo, ad un evento temerario: “L’Artica”.
Già il nome fa venire i brividi…ma la passione e l’accoglienza calorosa degli organizzatori sapranno sicuramente scaldare tutti i partecipanti.
I percorsi di questa new-entry, tra gli eventi patrocinati dal Giro d’Italia d’Epoca, si snodano attraverso le pianure rurali della provincia di Vicenza ed il meraviglioso parco del Colli Berici, con partenza ed arrivo da Lonigo, la città dello Speedway italiano.
I ciclostorici affronteranno un territorio caratterizzato da colline calcaree, dove la coltura della vite ha origini antiche, dove il clima particolare permette la coltivazione dell’ulivo, dove si possono incontrare, lungo il tragitto, ville venete dall’inestimabile bellezza e valore architettonico ed artistico.
Due le opzioni proposte: il percorso corto da 25 km, pianeggiante ed adatto a tutti i tipi di ciclisti ed ad ogni esemplare di bici, rigorosamente, d’epoca, ed il percorso Artico da 55 km, con 500 metri di dislivello, che si sviluppa lungo le pendici dei Colli Berici, regalando paesaggi invernali mozzafiato.
Entrambi i percorsi prevedo, per i partecipanti, punti di ristoro dove verranno proposti prodotti eno-gastronimici tipici della zona vicentina, che sapranno rigenerare e riscaldare tutti i ciclostorici.
Chi ha voluto provare l’ebrezza del L’Artica, negli anni passati, ne è rimasto estasiato, magicamente attratto dal paesaggio inusuale e dalle ville palladiane, tanto è vero che, anno dopo anno, il numero degli iscritti è aumentato, richiamando sempre più partecipanti da tutto il Nord Italia.
Quindi, cosa aspettate?
Lucidate le biciclette, tirate fuori dai bauli maglie e pantaloncini di lana, infilate il berretto con gli occhialoni vintage, calzate le scarpette di cuoio, incrociate, a mo’ di tracolla, una camera d’aria e… che la stagione numero 7 del Giro d’Italia d’Epoca abbia inizio.

M. M. G.




 

Aggiungi commento

Se non hai fatto il login, per la pubblicazione dovrai aspettare l'intervento dell'amministratore del sito.


Codice di sicurezza
Aggiorna