L'Artica (Lonigo-Vicenza, 24 gennaio) dà l'avvio agli eventi del Giro d'Italia d'Epoca 2016, di M. Moretti Girardengo

L'Artica ciclostorica 2016

Il termometro era fisso sullo zero e dal campanile rintoccavano le 10.00, un timido sole velato tentava di riscaldare l’aria.

Berretti calati in testa, occhialoni, maglie di lana a collo alto colorate, pantaloni alla zuava e sorrisi raggianti, ecco come si presentavano, sotto lo striscione della partenza, i 330 ardimentosi che si sono cimentati, domenica scorsa, 24 gennaio, a Lonigo, ne L’Artica 2016, una ciclostorica per chi non teme il freddo, ma che, con passione, lo sfida.
Lonigo, conosciuta dai più come capitale delle finali internazionali dello Speedway, è una città dalle origini antiche, che deve il proprio nome probabilmente alla famiglia romana dei Leonici Flavii, e che, ciclisticamente, in tempi molto più recenti, ha dato i natali a campioni come Fabio Baldato e Davide Rebellin.
Il nastro di partenza del primo evento del Giro d’Italia d’Epoca 2016 è stato posto di fronte a Palazzo Pisani, fatto erigere dall’omonima famiglia nel 1564, ed oggi sede del consiglio comunale, per meglio ammirarne la maestosità e l’eleganza.
La prima parte del percorso si è svolta tra le vie del centro storico, permettendo di ammirare edifici monumentali come l’imponente Cattedrale ottocentesca, il teatro comunale, le Torri dell’antico Castello e l’Ippodromo, polmone verde della città.
Esaurito il circuito cittadino, i 330 ciclostorici si sono avventurati, attraversando le numerose strade bianche interpoderali e strade secondarie campagnole, verso i Colli Berici, passando per il Santuario di Santa Maria dei Miracoli, una struttura particolare le cui origini antiche si perdono nella storia, composta da una chiesetta e dal monastero risalenti ad epoche diverse e che, per varie vicissitudini geo-politiche, passò dai monaci Benedettini agli Olivetani, diventando anche, per mezzo secolo, dimora estiva dei nobili veneziani.
La nebbia, che velava il sole, ha reso magico tutto il tragitto, mentre il sorriso dei volontari presenti lungo il tracciato ha permesso di addolcire il freddo penetrante di questa domenica di fine gennaio. Peraltro, il the caldo, il Vin Brulè, i panini con gli affettati tipici, la polenta e il baccalà alla vicentina hanno contribuito a riscaldare e rinvigorire gli impavidi ciclisti.
Il percorso ha, quindi, portato i partecipanti a Villa Pisani di Bagnolo, dal 1996 patrimonio dell’umanità UNESCO, progettata dall’architetto Andrea Palladio nel 1542: una delle prime opere palladiane, maestosa e raffinata.
E dopo essere giunta ad Alone, che fu caposaldo longobardo e fortezza contro le invasioni degli Ungheri, tra ruscelli ghiacciati ed erba bianca di brina, la carovana si è inerpicata lungo l’altopiano carsico, tra saliscendi e declivi molto impegnativi, un dedalo di sentieri sterrati e paesaggi incantati.
Il percorso ha, quindi, portato i ciclostorici a Villa Trissino a Meledo di Sarego, frammento di architettura palladiana dall’inestimabile valore artistico ed architettonico, con la sua torre colombara e le quattro campate della barchessa, sulle rive del fiume Guà, e, sulla via del rientro, a Villa San Fermo ed a Rocca Pisana, che domina austera la collina su cui erge.
Rientrati nelle vie cittadine, i partecipanti sono arrivati al traguardo posto in Piazza Garibaldi stanchi ma arricchiti da questa esperienza unica e riscaldati dalla calorosa accoglienza ed ospitalità dei leoniceni.
L’auspicio della scrivente è che, visto il grande successo dell’evento, che dai 14 partecipanti della prima edizione nel 2012 ha raggiunto i 330 iscritti di quest’anno, L’Artica possa essere inserita quale evento fisso del Giro d’Italia d’Epoca.
I complimenti, per quest’impresa coraggiosa e temeraria, vanno a tutti i 330 ciclostorici, ma in particolare all’atleta classe 1927 che ha percorso i 55 km del percorso artico, con oltre 500 metri di dislivello, insieme al gruppo, senza mai mollare, con la passione e l’ardore di grandi campioni.

M. Moretti Girardengo

 
L'Artica ciclostorica 2016

L'Artica ciclostorica 2016

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