Consigli per l'acquisto

Al momento dell’acquisto, come possiamo valutare la qualità di una bicicletta usata?

Prima di rispondere, ci sono due premesse da fare.

La prima è che i consigli che seguono valgono e fanno riferimento a biciclette degli anni cinquanta-sessanta e successivi; prima di questa data, i caratteri delle bici erano diversi; poiché spesso ognuna faceva caso a sé, è difficile dare consigli di carattere generale. Del resto, le bici degli anni sessanta, settanta e ottanta sono quelle che più è probabile tu possa trovarti a valutare. Le bici dei periodi precedenti non sono per niente facili da trovare:  inoltre, se per caso l’appassionato si trova davanti a un modello di inizio secolo, in genere non sta tanto a guardare per il sottile; quando il prezzo è buono e la bici gli interessa, la compera.

La seconda premessa è che il giudizio sulla qualità di un bicicletta, per essere solido, richiede delle conoscenze e competenze che si acquisiscono solo con il tempo, attraverso l’esperienza.

Ciò detto, ci sono comunque alcuni elementi che – pur non essendo infallibili – possono darci alcune informazioni  e orientarci nell’acquisto.

Il primo elemento che ci informa sulla qualità di una bicicletta è naturalmente la marca (e, ove possibile, il nome del modello). Se, per esempio, hai la fortuna di trovare una Masi, sai immediatamente che si tratta di una bicicletta di qualità. Per conoscere quali sono i marchi italiani e alcune loro caratteristiche, puoi consultare il Catalogo proposto in questo sito.

Va considerato, però, che i principali produttori di bici – per esempio, una casa come la Bianchi; ma non solo la Bianchi – hanno sempre affiancato alla produzione di alta gamma, destinata a pochi acquirenti disposti a pagare un prezzo elevato, una produzione di minore qualità, destinata ad un mercato più ampio. Non tutte le biciclette Bianchi (o Legnano o Atala ecc.) che si trovano nell’usato sono di qualità: anzi, dati i numeri in cui sono stati prodotti, è più facile trovare modelli di bassa che di alta gamma.

Inoltre, tieni presente che bici di alta e altissima qualità sono state spesso realizzate da artigiani commercialmente poco conosciuti (per esempio: le biciclette classiche che oggi probabilmente hanno il maggior valore di mercato, sono le Confente; ma chi conosce questo nome al di fuori della ristretta cerchia degli appassionati?).

Come facciamo, allora, a distinguere un modello di bassa da un modello di alta gamma (non certo una Confente, ma comunque un telaio di alta qualità)? Alcuni segni possono aiutarci.

a. I componenti (cambio, deragliatore, freni, guarnitura, sterzo ecc.) montati sulla bicicletta. Se il gruppo montato è al vertice qualitativo (per esempio un Campagnolo Super Record o Record, oppure uno dei primi Dura Ace Shimano), è difficile che il resto della bici sia di pessima qualità. Questi componenti, anche per il loro alto prezzo, venivano montati su modelli al top e in genere sono segnale di una bicicletta di qualità. E’ vero che possono essere stati smontati e rimontati su telai scarsi; male che vada, però, in questo caso avremo comunque acquistato un buon gruppo.
b. Il tipo di acciaio usato per il telaio. Se troviamo sul telaio una scritta che ci informa sulla marca e il tipo delle tubazioni di cui è composto il telaio, abbiamo un altro indizio di qualità. Le biciclette italiane hanno spesso usato gli ottimi prodotti della Columbus (al top troviamo  gamme come la SL, SLX, Nivacrom: i telai con questi tubi, particolarmente leggeri e rigidi, sono tra i migliori; ma anche altre gamme della Columbus sono di qualità). Oltre alla Columbus, tubi usati per bici di alta qualità sono stati i Reynolds, i Tange, gli Oria (questi ultimi prodotti dalla Falck).
c. I forcellini posteriori (le due parti del telaio su cui poggia l’asse della ruota posteriore). Forcellini di acciaio stampato (si riconoscono perché piatti e a spessore costante) segnalano spesso un telaio di qualità inferiore – non adatto ad una vera bici da corsa - rispetto a quello dove troviamo forcellini forgiati (sagomati e con inserita la vite che permette di registrare la posizione della ruota).
d. Il diametro del tubo di sella. Nelle biciclette dell'ultimo periodo che ci interessa, il diametro esterno dei tubi del telaio è in genere uguale; diverso è però il diametro interno. Questo perché il diametro interno dipende dallo spessore dell’acciaio con cui è fatto il tubo: minore lo spessore dell’acciaio, maggiore il diametro interno del tubo. Lo spessore ridotto dell’acciaio è uno dei fattori che determina la qualità del telaio: perché spessore ridotto significa minor peso, dunque maggiore qualità del telaio. In pratica: un tubo reggisella sella con diametro 27,2 mm (adatto per essere inserito in un tubo piantone con il diametro interno di questa misura) per bici degli anni settanta-ottanta spesso è un segno – approssimato, ma spesso empiricamente valido – di un telaio di qualità; un tubo reggisella di diametro inferiore (adatto ad essere inseriti in tubi piantone con diametro interno inferiore ai 27,2), può segnalare un telaio meno prestigioso (attenzione: non necessariamente pessimo per i nostri scopi; può essere di un periodo precedente; o comunque può essere un ottimo telaio per partecipare alle ciclostoriche).
e. La qualità delle congiunzioni e delle saldature. Non è un elemento facile da valutare per un neofita. Comunque, saldature (nei punti dove si congiungono i vari tubi del telaio; sterzo, movimento centrale, snodo di sella, forcellini), fatte in modo approssimato, con evidenti sbavature, non sono un segno positivo. Saldature esteticamente perfette segnalano un telaio prodotto con accuratezza.

Se una bicicletta possiede le caratteristiche che abbiamo elencato, è probabile sia un’ottima bici, magari al vertice in un determinato periodo. Ricordiamoci, però, che non stiamo cerchiamo una bici per fare il Record dell’ora; e che il Giro d’Italia d’Epoca non è il Giro d’Italia tout court. Quello che voglio dire è che, anche se fa piacere possedere una bici al top, non abbiamo bisogno di un modello di questo genere per partecipare alle cicloturistiche d’epoca: vanno benissimo, e sono talora molto belle, anche biciclette di altro tipo.



Davide La Valle