Cosa controllare?

Quando mi trovo assieme ad altri ad esaminare un gruppo di biciclette usate, mi capita spesso di vedere potenziali acquirenti che valutano lo stato delle bici controllando il funzionamento del cambio e dei freni.

Non sono queste le verifiche più importanti da fare al momento dell’acquisto. Perché - anche se cambio e freni sono in genere componenti piuttosto robusti, che non si guastano facilmente -  è normale che una bicicletta rimasta ferma per anni, magari per decenni, possa avere sia il cambio che i freni da regolare e che per questa mancanza di regolazione funzionino male. Del resto, una volta acquistata, di una bici usata sarà comunque opportuno – anche per ragioni di  sicurezza -  cambiare i cavi del cambio e dei freni e dunque procedere ad una nuova regolazione.

La prima cosa da controllare di una bicicletta che ci piace, è la misura del telaio, che deve essere adatta alle nostre caratteristiche fisiche. Non c’è qui lo spazio per entrare in dettaglio nella questione delle misure (rimando all'articolo che vi abbiamo dedicato in questo sito, ma anche ai molti libri e riviste che se ne occupano). Ho un ovvio consiglio pratico: poiché in genere quella d’epoca è la seconda bicicletta, prendete le misure (altezza del tubo piantone e lunghezza dell’orizzontale; meglio misurarle da centro a centro: nel primo caso, dal centro del movimento centrale al centro della congiunzione tubo piantone-tubo orizzontale) di quella che usate normalmente (se il telaio è slooping, le misure vanno prese come se il tubo orizzontale fosse parallelo al terreno). Poi cercate un telaio che avvicini queste misure. Sarà difficile trovare una bicicletta esatta al millimetro. Uno o due centimetri di differenza del telaio possono però essere sopportati: perché per riportare la bici d’epoca alle nostre misure potrà essere sufficiente agire sulla posizione della sella e/o cambiare l’attacco manubrio (montando una “pipa” – così veniva  definito il vecchio attacco manubrio - più lunga o più corta a seconda della necessità).

Va  controllato lo stato del telaio e, soprattutto, della forcella. Quest’ultima è in genere la componente più delicata, che più spesso può dare problemi perchè più risente di eventuali urti violenti: controllane l’integrità e verifica l’allineamento dei due bracci, detti foderi (allenta lo sgancio della ruota anteriore, spingila bene contro i forcellini, chiudi di nuovo lo sgancio e verifica che la ruota sia ben centrata; se appare spostata da un lato o dall’altro, possono esserci problemi; magari non irrisolvibili ma che chiedono un intervento).

Verifica che il telaio non abbia subito colpi in grado di comprometterne la solidità (grosse botte, tubi piegati per un urto, in particolare nella zona dello sterzo) o ruggine che abbia intaccato il metallo (un po’ di ruggine su una bici d’epoca è normale; il problema sorge se la corrosione è arrivata a compromettere la solidità dei tubi: ad esempio, generando dei buchi). Verifica non ci siano crepe, in particolare nelle zone delle saldature (le congiunzioni del tubo sterzo, snodo sella e soprattutto movimento centrale). Come hai valutato l’allineamento della forcella, verifica quello dei pendenti posteriori: ci sono strumenti appositi ma è difficile averli a disposizione al momento dell’acquisto; anche in questo caso io procedo empiricamente, spingendo la ruota in fondo ai forcellini posteriori (con le eventuali due viti di regolazione, destra e sinistra, poste alla stessa distanza) e valutando se in questa posizione la ruota risulta centrata sul telaio, in particolare rispetto al tubo piantone. Se la ruota non è centrata non è che il telaio sia irrecuperabile; ha però bisogno di un intervento.

Un’altra verifica importante è quella del tubo (canotto) reggisella: devi controllare se, una volta allentato il dado (o vite, a seconda dei casi) che stringe il piantone per bloccare la sella, il canotto reggisella abbia la possibilità di muoversi . Non è impossibile trovare canotti reggisella bloccati o che addirittura si sono come saldati sul piantone; sbloccarli è possibile ma non è sempre facile (una delle prime biciclette usate che comperai anni fa aveva questo problema e, per inesperienza, rovinai un telaio Colnago).

Altra zona delicata è quella dove il deragliatore viene bloccato sul piantone; se il precedente proprietario ha stretto troppo, potrebbe avere compromesso la solidità del tubo; questa è anche un’area spesso attaccata dalla ruggine.

Pure le ruote sono componenti delicate; ci possono essere – oltre ai problemi immediatamente visibili come un raggio rotto, un cerchione piegato – crepe sul mozzo (visibili solo ad un’attenta ispezione) o assi piegati. Le ruote libere non è difficile siano usurate.

Queste, come altre parti della bicicletta, sono spesso in condizioni non perfette; o peggio.  Sono però componenti che si possono cambiare. Non dimentichiamoci che non stiamo cercando una bicicletta nuova ma una bici d’epoca. E che il recupero, la riparazione, il riportare a nuova vita una vecchia e malandata bicicletta, sono una delle soddisfazioni che può darci questa passione.

Se ti serve una bici per il Giro d’Italia d’Epoca o l’Eroica, devi infine cercare una bicicletta prodotta non oltre il 1985-1986. Come conoscere la data di produzione?  Il metodo più sicuro è attraverso il nome della marca e del  modello. L’importante, però, è che abbia: a. i comandi cambio non al manubrio ma sul telaio b. i pedali non automatici ma con la gabbietta (o previsti per la gabbietta) c. le guaine dei freni non sotto il nastro ma esterne al manubrio. Tieni presente che l’introduzione delle sette velocità è del 1987: sette o più pignoni posteriori, se non sono stati montati successivamente, in genere segnalano una bicicletta che non è considerata “d’epoca”.


Davide La Valle