Dal 1930 al 1949: l'avvento del cambio

Questa è una fase che vede molte innovazioni, in primo luogo nel cambio.

La prima innovazione, da cui ha avuto origine il successo della Campagnolo, è l’introduzione dello sgancio rapido della ruota. Tullio Campagnolo, nel 1927 giovane ciclista, sulla salita del Croce d’Aune si trova in difficoltà a smontare la ruota posteriore con gli allora tradizionali galletti: intuisce che la soluzione migliore è una leva che sposta un eccentrico. Nel 1933 inizia la produzione di bloccaggi rapidi e con questi lo sviluppo della Campagnolo.

Nel 1933 Campagnolo brevetta il “cambio a bacchetta” (detto anche a due leve), reso possibile dallo sgancio rapido: è composto di due stecche collocate nel pendente posteriore destro della bici, la prima delle quali sblocca il mozzo della ruota, mentre la seconda sposta la catena sul pignone desiderato; una cremagliera dentata sul forcellino, una volta sbloccato il mozzo, permette l’arretramento/avanzamento della ruota, così da lasciare alla catena la giusta tensione; con la prima stecca si effettua poi il serraggio della ruota. La manovra non era semplice; per cambiare rapporto era necessaria una mezza pedalata all’indietro. Il cambio Campagnolo avrà però grande successo e conoscerà diverse versioni.

 

Il cambio Vittoria, della ditta Nieddu, è del 1930. Si tratta sostanzialmente di un tendicatena, che agisce attraverso una leva manovrata dal ciclista e posta sopra il movimento centrale. Inizialmente la catena viene sposta sui pignoni (in quel periodo generalmente tre) con le dita; con la versione Vittoria Margherita nel 1935 viene aggiunto un dispositivo per il deragliamento meccanico. Anche in questo caso il cambio richiede di pedalare all’indietro.

 

Il Super Champion francese, usato nel Tour del 1937, spostando il meccanismo deragliatore nella parte inferiore della catena (e non più in quella superiore, come accadeva nel Cambio a bacchetta e nel Vittoria), permette di cambiare pignone senza interrompere la pedalata.

Negli anni quaranta il Campagnolo a due stecche si diffonde e nel ’46 viene denominato “Cambio mod. Corsa”, con le leve più corte della versione originaria. I pignoni adesso sono 4 o 5. Nel 1949 gli si affianca il modello a una sola leva, ribattezzato Parigi-Roubaix, dopo la vittoria di Coppi in quella gara con questo cambio.

A sfidare Campagnolo c’è però ora (1946-1947) il Simplex, forse il vero antesignano dei cambi moderni: con il Simplex si cambia attraverso una levetta collocata sul tubo obliquo del telaio (analoga a quella che si affermerà nei decenni successivi), che comanda inizialmente due, poi un solo cavetto d’acciaio. Poiché il cambio è collocato sotto la catena, non è necessario il colpo di contropedale. Il Simplex permette 4 o 5 rapporti e anche la doppia corona nella guarnitura.