Gli anni '80: Campagnolo o Shimano?

 

All’inizio degli anni ’80 un'importante novità Shimano: il pacco pignoni, a cassetta, sostituisce la tradizionale “ruota libera”. Mentre prima la ruota libera era inserita in un blocco pignoni a corpo unico da avvitare sul mozzo della ruota, adesso il meccanismo che permette alla ruota di girare anche a pedale fermo viene collocato in un corpetto (chiamato "body") sul mozzo, corpetto sul quale possono essere inseriti e assortiti anche singoli pignoni. Il sistema a cassetta, che per la sua robustezza permetterà di arrivare alle attuali 10-11 velocità, diventa lo standard per la bici da corsa.

Nel 1984 altro colpo Shimano: esce sul mercato il gruppo Dura Ace con il cambio a sei velocità indicizzato: se nel precedente sistema (a frizione) il ciclista doveva trovare la giusta posizione della catena sui pignoni agendo progressivamente sulla levetta posta sul telaio, adesso l’uso di una serie di scatti della leva, uno per ogni pignone, rende la cambiata più facile, veloce e precisa. In realtà, esisteva già un cambio Suntour indicizzato, che però - diversamente dal nuovo Dura Ace Shimano - non aveva avuto successo.  L’indicizzazione è ciò che permetterà più avanti (a partire dal 1991) l’introduzione degli attuali comandi cambio integrati nelle leve freno sul manubrio.

Nel 1984-'85 la Campagnolo reagisce con il gruppo C-Record: il design è spendido (probabilmente il C-Record è il più bel gruppo per bicicletta mai costruito; ne fanno parte anche i famosi freni Delta, oggi ricercatissimi dai collezionisti) ma l’efficienza non è a livello della concorrenza; tra l'altro, il primo C-Record non è ancora indicizzato. Anche la Campagnolo passa successivamente al cambio indicizzato, ma le prime proposte "syncro" mostrano qualche problema di funzionamento.

Nel 1987 si passa alle 7 velocità e nel 1990 alle 8. Il cambio indicizzato è diventato la regola; è uscito così di produzione (1987) il Super Record.

Nel corso del 1986 assistiamo anche alla progressiva sostituzione delle leve freni “aero” (con le guaine che formano un’ampia curva sopra il manubrio) con leve freni che permettono invece il passaggio delle guaine sotto il nastro manubrio.

Della metà degli anni ‘80 è infine l’introduzione dei pedali automatici Look, a sgancio rapido, in sostituzione di quelli a gabbietta.

Nel frattempo cominciano a vedersi sulle strade i primi telai in carbonio. Finisce l’epoca della bici classica.



I favolosi freni Delta. Non frenavano benissimo (almeno nella prima versione), erano difficili da regolare, erano pesanti ma sono oggi uno dei pezzi più ricercati dagli appassionati: i più bei freni mai prodotti

Immagine tratta da "Campagnolo. La storia che ha cambiato la bicicletta", di Paolo Facchinetti e Guido Rubino, ed. Bolis



Davide La Valle