1909: dalla guerra tra Bianchi e Atala nasce il Giro d'Italia




Primo Giro d'Italia


Da: Beppe Conti, 100 storie del Giro. 1909-2009. Imprese, retroscena, drammi, segreti della leggendaria corsa che celebra un secolo di straordinarie sfide sulle strade d'Italia, Graphot Editrice, 2008, pp. 255, euro 16.



"Tutto è nato da un dispetto, una soffiata, un sussurro. Il Giro d'Italia non doveva organizzarlo la Gazzetta dello Sport. Stava per allestirlo il Corriere della Sera, con il Touring Club Italia e con la Bianchi... 
[In quegli anni] Edoardo Bianchi aveva affidato la direzione commerciale dell'azienda ad un grande personaggio dell'epoca, il bresciano di Salò Gian Fernando Tommaselli, il primo campione del mondo della nostra storia. Aveva vinto il titolo nel tandem con l'olandese Meyers, a Parigi, proprio agli albori del nuovo secolo, nel '900.
Ma un altro manager, come si definirebbe oggi, aveva dovuto lasciare la Bianchi per far spazio a Tommaselli. Si trattava di un personaggio più che mai influente nel mondo delle corse, Angelo Gatti, che i corridori, capeggiati da Eberardo Pavesi, chiamavano bonariamente Micio.
Gatti lasciò la Bianchi per fondare l'Atala, altro glorioso marchio rivale della casa milanese. E visto che era in guerra commerciale con Tommaselli, che gli aveva soffiato il posto prestigioso, decise di avvertire un giornale concorrente per spifferare quello che stavano tramando, Corriere della Sera, Bianchi e Touring Club.
Chiamò Tullio Morganti, caporedattore della Gazzetta dello Sport...
Ecco perché sulla Gazzetta del 7 agosto esce quel titolone a sette colonne: Nasce il Giro d'Italia in bicicletta. Prima edizione nel 1909...
Gli organizzatori del Giro d'Italia mettono a punto il progetto. Tappe infinite, da Milano a Bologna passando però per il Veneto, 397 km, poi a Chieti, Napoli, Roma, Firenze, Genova, Torino e Milano, otto tappe, un giorno si corre e l'altro si riposa. Partenza nel cuor della notte perché si deve restare in sella circa 12 ore e dunque bisogna arrivare a destinazione a metà pomeriggio, per consentire anche agli ultimi di giungere al traguardo in serata, prima che cali il sole. Le medie vanno dai 25 ai 29 all'ora, su strade che somigliano a sentieri, fra pietre e buche.
La classifica viene redatta a punti anziché a tempi, come accadrà poi per sempre...
Al seguito della corsa in quella prima edizione c'erano otto auto, quattro per le squadre, due per organizzazione e giuria, due per i giornalisti. Otto auto ed una grande tentazione per tutti: il treno.
I corridori lo consideravano un grande alleato. Salire su uno dei primi rudimentali treni col favore delle tenebre, nascondersi per un buon tratto, poi ridiscendere per proseguire in bici, ecco la tentazione. E la giuria doveva smascherare quelle mosse con controlli frequenti, timbrando i protagonisti...
Insomma, una grande avventura, annunciata dai giornali dell'epoca e che a Milano nessuno voleva perdersi, quasi si rendessero conto tutti che si trattava di un battesimo importante...
Così accorsero in tantissimi con entusiasmo quella notte in Piazzale Loreto, ignari di come quel luogo sarebbe poi diventato una quarantina d'anni dopo teatro di eventi molto meno festosi. La notte del 13 maggio 1909, invece, la folla osannava già i primi campioni, al chiaro delle torce che la gente aveva portato con sé. Il via venne dato pochi minuti prima che scoccasse le tre del mattino, verso Viale Monza, poi sulle strade che portavano nel bresciano, in Veneto e infine a Bologna. ..." (pp. 9-10-11).

Primo Giro d'Italia

Per la cronaca, quel primo Giro del 1909 sarà vinto da Luigi Ganna: naturalmente della squadra Atala, squadra che trionferà anche nelle edizioni del 1910 e 1912.
La Bianchi avrà comunque tempo e modo per rifarsi...


Primo Giro d'Italia


La prima e terza immagine sono da P. Bergonzi e E. Trifari (a cura di), Un secolo di passioni. Giro d'Italia 1909-2009, Rizzoli La Gazzetta dello Sport, 2009. La seconda da P. Bergonzi e G. Castelnovi, 100 anni di Giro. Le imprese, le curiosità e le foto più belle, Vallardi 2009.


 

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