1927: nasce il Mondiale professionisti - Prima parte

1927: ad Adenau nasce il mondiale professionisti, di C. Delfino e G. Petrucci

La copertina della Domenica Sportiva, dedicata alla vittoria di Binda ai Mondiali 1927 ad AdenauAlfredo Binda in trionfo a Milano dopo la vittoria al Campionato del Mondo 1927Ottantacinque anni fa,
all'arrivo della prima edizione del Campionato Mondiale su strada professionisti, in Germania, dominio degli italiani:
1° Alfredo Binda
2° Costante Girardengo
3°Domenico Piemontesi
4° Gaetano Belloni.

Leggi la storia di quello straordinario mondiale, raccontata per noi da Carlo Delfino e  Gianpiero Petrucci.




A sinistra: la copertina della Domenica Sportiva, allora il settimanale della Gazzetta dello Sport, dedicata alla vittoria. A destra, Binda in trionfo a Milano.



La copertina de la Domenica Sportiva che celebra la vittoria di Binda ai Mondiali 1927 ad Adenau


1. Come si è arrivati all’istituzione della corsa iridata.

Nei primi anni del Novecento il movimento ciclistico internazionale si confronta ad alti livelli con una certa frequenza soltanto al Tour, in qualche classica, nelle Olimpiadi e nei Mondiali su Pista. Ma stranamente bisogna attendere fino agli anni Venti perché venga creata l’occasione ufficiale di premiare con la maglia iridata il miglior corridore del mondo su strada.
Sempre in ritardo, ma un po’ meno, sono i dilettanti che disputano il loro campionato già dal 1921 e 1922. Le gare vengono però corse a cronometro individuale e non vedono la partecipazione degli italiani in quanto l’Unione Velocipedistica Italiana per protesta non aderisce. Giustamente, secondo i nostri dirigenti, il titolo deve essere conseguito in una prova in linea. Nel 1923 la tesi degli italiani è accettata e il lombardo Libero Ferrario riesce ad imporsi in quel di Zurigo. 
In quegli anni ufficiosamente, il Gran Premio Wolber a Parigi è considerato il campionato del mondo professionisti in quanto vede al via, su invito, tutti i migliori routiers europei. E’ noto a tutti che Girardengo partecipa una sola volta nel 1924, sbaraglia il campo umiliando a casa loro i fortissimi fratelli Pelissier. 
A Parigi, nel febbraio del 1926, nel corso di una burrascosa e animata seduta, l’Unione Ciclistica Internazionale decide finalmente di mettere in agenda per l’anno successivo la disputa del Campionato Mondiale Strada anche per i Professionisti. La notizia è clamorosa e le varie federazioni nazionali si organizzano per ben figurare. Il movimento ciclistico italiano conscio della propria superiorità nelle corse su strada non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di imporsi e programma la stagione in maniera di far convergere per il grande appuntamento (Adenau -NurburgRing 21 luglio 1927) i nostri migliori interpreti nelle condizioni ottimali. Ogni nazione potrà schierare però solo quattro professionisti e noi invece abbiamo problemi di abbondanza.Costante Girardengo


2. Le solite polemiche nel varo della Nazionale

Gli antefatti che avvicinano gli azzurri alla fatidica data non sono confortanti. A fine annataAlfredo Binda 1926 Girardengo si frattura il polso e stenta a guarire tanto da dover disertare la Sanremo. Tutti sono convinti che la Classicissima 1927 sarà domata dalla manifesta superiorità di Alfredo Binda e invece il “trombettiere di Cittiglio” si fa sorprendere dalla semisconosciuta camicia nera Pietro Chesi che, tra mille polemiche e sospetti, taglia per primo il traguardo di Corso Cavallotti. Binda si rifà abbondantemente al Giro d’Italia che domina da par suo vincendo dodici tappe su quindici e relegando il secondo, Brunero, a quasi mezz’ora. Ai primi di giugno muore inopinatamente Ottavio Bottecchia che, nonostante l’opacità dimostrata negli ultimi tempi, poteva rappresentare una valida pedina. Al Tour partecipano solo italiani di seconda fascia mentre i grossi nomi vengono tenuti a riposo. Verso la fine di giugno, a sorpresa, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, Girardengo si autocandida per una maglia azzurra e si Tano Bellonidice convinto di riuscire ad impossessarsi della maglia iridata. Nessuno osa mettere in dubbio la sua convocazione e restano così soli tre posti liberi. Si decide tutto nel Giro di Toscana, corsa dura con Prunetta, Oppio, San Baronto e arrivo a Firenze. Mentre Girardengo fa pretattica e non prende il via, Binda e Piemontesi sono autori di una corsa spettacolare e staccano così due biglietti per Adenau. Curiosità: la Gazzetta del giorno dopo, per una svista, assegna la vittoria ad Albino Binda (fratello di Alfredo) che in quella occasione è invece arrivato quinto. C’è a questo punto da assegnare il quarto posto e l’U:V:I nelle persone di Geo Davidson e Andrea Lattuada, decide di invitare Belloni, quasi che fosse un simbolico “premio alla carriera”. IlDomenico Piemontesi celebre “eterno secondo” è tra l’altro popolarissimo in Germania dove ha mietuto parecchi successi. Per la corsa dei dilettanti sono invece convocati Michele Orecchia e Allegro Grandi (riserve Amulio Viarengo e Ennio Bocchia).
Cosa che succederà anche per gli ottant’anni a venire, sui giornali sportivi si impone la polemica  più sterile. Le penne roventi si scatenano argomentando che le scelte fatte sono inopportune (soprattutto Belloni) rispetto a un circuito che, senza essere stato mai ispezionato, viene definito molto duro. La stampa sostiene pure che Girardengo da mesi non ha dato garanzie e che a lui andava preferito un giovane in crescita, e ce ne sono tanti nel panorama ciclistico nazionale (Pancera, Giacobbe, Vallazza…). Comunque sia la sera del 14 luglio la comitiva azzurra parte in treno dalla stazione di Milano salutata da un folto stuolo di appassionati che sentono crescere la grande attesa.



L'ELENCO DEI PARTENTI

(55, 22 pro e 33 dilettanti)

 

GERMANIA: Felix MANTHEY, Herbert NEBE, Jozef REMOLD, Ludwig Geyer, Bruno Wolke, Rudolf Wolke

SVIZZERA: Georges ANTENEN, Albert BLATTMANN, Kastor NOTTER, Henri SUTER, Karl Litschi, Karl Tschudy

ITALIA: Gaetano BELLONI, Alfredo BINDA, Costante GIRARDENGO, Domenico PIEMONTESI, Allegro Grandi, Michele Orecchia

BELGIO: Gerard DEBAETS, Georges RONSSE, Felix SELLIER, Jules VAN HEVEL, Renè VERMANDEL, Jean Aerts

OLANDA: Joep FRANSSEN, Klaus VAN NEK, Hans Bockom, W. Buis, Jan Maas, Jan Van der Heyden

FRANCIA: Achille SOUCHARD, Andrè Aumerle, Renè Brossy, Octave Dayen, Jules Merviel, Andrè Raynaud

AUSTRIA: Max BULLA, Otto CAP, Walter CAP, Joseph Bosch, Johann Kosteletzky, Michel Pagler

SVEZIA: Erik Bohlin, Holmfrid Eriksson, George Johansson, Ragnard Malm, Folke Nilsson, Helmer Strandberg

UNGHERIA: Elmer Holczel, Karel Hugyecz, Deso Huszka, Ladislas Vida

POLONIA: Henryk Schonrodt, Jerzy Walinski

DANIMARCA: Henry Hansen

* in maiuscolo i corridori professionisti

 



Carlo Delfino e Gianpiero Petrucci 



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