1927: nasce il Mondiale professionisti - Seconda parte

1927: ad Adenau nasce il mondiale professionisti, di C. Delfino e G. Petrucci - Seconda parte

La cartolina del circuito spedita all'amico Pietro Fragonara dai nazionali impegnati ad AdenauMondiali di ciclismo 1927 ad Adenau

3. Ripercorriamo con gli azzurri la corsa di Adenau su un circuito durissimo come e forse più di Sallanches e Duitama

Ad Adenau quando i nostri riescono a prendere visione del circuito, non credono ai loro occhi. Il tracciato (ogni giro misura 22.8 km) è terribile, ricavato in gran parte nel circuito automobilistico del Nurburgring e comprendente anche l’aspra salita di Hedwigshohe (pendenza massima 20%). I giri da percorrere sono 8, per un totale di 182.4 km quasi completamente asfaltati. Qualche straniero decide di montare un rudimentale cambio di velocità. I nostri rischiano di mettere il piede a terra e si lavora alacremente alla scelta dei rapporti adatti: Alfredo Binda adotta il 48x19. E’ facile profeta chi pronostica un ordine d’arrivo estremamente frazionato. Gli azzurri, a lungo ombrosi e taciturni, diventano improvvisamente estroversi quando Herr Sachs, noto industriale tedesco, propone loro un contratto collettivo di 120.000 lire per montare in gara un artificio innovativo di sua produzione: il mozzo Torpedo contropedale, forse inutile su quel percorso, ma certamente redditizio economicamente.Subito dopo il via: Mondiali 1927 ad Adenau I quattro infatti accettano l’offerta e si dichiarano disposti a pagare l’eventuale penale con la loro casa ciclistica.
Il 21 luglio non piove, tira vento ma il cielo, squarciato da qualche pallido raggio di sole, è grigio. Le incerte condizioni atmosferiche e forse la giornata feriale (è un giovedì!) tengono lontano il pubblico delle grandi occasioni mentre gli altoparlanti diffondono le note di “Toreador” della Carmen di Bizet e poi snocciolano l’elenco dei partenti, 55 in tutto, compresi i dilettanti stranamente costretti a correre con i professionisti pur, naturalmente, con classifiche separate. Undici le rappresentative nazionali al via con i Belgi in grande spolvero (Debaets, Vermandel, Sellier, Ronsse e Aerts). Gli Svizzeri compatti intorno a Heiri Suter, loro corridore simbolo, e gli Austriaci con il leggendario Max Bulla. Solo i Francesi si schierano con routiers di seconda fascia in quanto i migliori (Leducq e Magne su tutti) hanno già dato il meglio nel Tour. Gli Italiani si presentano fasciati in modo impeccabile da una maglia azzurra con scudetto sabaudo sul cuore.
 Partenza alle 10,15. Primo giro. La selezione è già spietata e restano al comando una ventina di concorrenti. Orecchia fora, ma rientra prontamente nel giro successivo.Mondiali di ciclismo 1027 ad Adenau
Terzo giro, fora anche Belloni. La media si aggira sui 27 all’ora...
Quarto giro, Piemontesi è irrequieto, scalpita e propone di attaccare ma il piano sfuma per una doppia foratura di Grandi che con un po’ di fatica riesce a rientrare. Restano in diciannove. Intanto comincia a piovere a tratti e il vento rinforza; il pubblico già scarso si contrae ulteriormente. Spuntano addirittura i cappotti.

4. La supremazia di Alfredo Binda e la resa onorevolissima del “vecchio” Girardengo

Quinto giro, gli azzurri sono tutti schierati in prima fila mentre si susseguono scatti e controscatti.Mondiale di ciclismo 1927 ad Adenau Il plotone di testa si assottiglia ancora e purtroppo sono costretti a mollare i primi anche i nostri due dilettanti. Ma nel corso del sesto giro a seguito di ripetuti allunghi di Girardengo che sfodera improvvisamente le unghie, Belloni perde contatto. Restano così in cinque sotto scrosci di pioggia battente: i tre italiani, il francese Brossy e il tedesco Wolke. Seguono a 45” Aerts, il belga, e a 50”uno stanco Belloni. A più di due minuti una mezza dozzina di ritardatari trai quali Grandi e Orecchia che si stanno comportando più che dignitosamente.
Settimo giro, la corsa non può sfuggire di mano ai nostri. Sull’impervia salita di Hedwigshohe, Binda attacca e toglie di ruota tutti gli avversari, costretti a scendere di bicicletta e proseguire a piedi. Ultimo a cedere, il commovente Girardengo che avrebbe dato l’anima pur di resistere al forcing dell’odiato varesino. Invece Binda percorre trionfalmente nel vento impetuoso anche l’ultimo giro e giunge sul traguardo con 7 minuti di vantaggio sull’omino di Novi e 10 su Piemontesi.Mondiali di ciclismo 1927 ad Adenau Quando quarto arriva il vecchio Tano Belloni, è per noi l’apoteosi. I festeggiamenti proseguono in Italia dove a Milano una folla enorme aspetta i reduci alla stazione. Binda dunque un altro campionissimo?
La conferma viene una ventina di giorni dopo quando il varesino va a trionfare in quella che viene presentata come la corsa-rivincita: il Gran Premio di Ginevra a cui prendono parte anche gli assenti dal Mondiale. Si alzano ancora una volta grandi elogi alla volta del più forte corridore di tutti i tempi che tutta la stampa considera a ragione il continuatore delle imprese di Girardengo nel mondo. A proposito, e il “vecchio” Gira? Riconosce signorilmente la sconfitta e si consola con i “soldini” offerti da Sachs. Ma in cuor suo medita vendetta. E la vendetta è un piatto che va gustato freddo: otto mesi dopo nella Sanremo più bagnata di sempre, sconfiggerà il suo giovane rivale dopo una corsa incertissima e uno sprint tirato allo spasimo. Gli esami per Alfredo Binda sembra che non finiscano mai….

ORDINE D’ARRIVO

 

1. Alfredo BINDA (I)  182.4 km in 6h37’29” (media 27.545 km/h)

2. Costante Girardengo (I) a 7’15”

3. Domenico Piemontesi (I) a 10’51”

4. G. Belloni a 11’38”, 5. J. Aerts (B) a 11’51”, 6. R. Wolke (D) a 14’24”, 7. M. Orecchia (I) a 17’50”, 8. E. Bohlin (S) a 18’06”, 9. R. Brossy (F) a 19’33”, 10. H. Nebe (D) a 23’03”, 11. F. Manthey (D), 12. H. Strandberg (S) a 28’57”, 13. W. Cap (A) a 46’36”, 14. O. Cap (A) 46’37”, 15. H. Eriksson (S) a 50’05”

Arrivati al traguardo dopo la chiusura del posto di controllo: Litschi (CH), Bockom (NL), Franssen (NL), Kosteletzky (A), Hugyecz (H)

* in corsivo sono indicati i corridori dilettanti


Carlo  Delfino e  Gianpiero  Petrucci







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