Ernesto Colnago. Parte 2°

Ernesto Colnago. Parte seconda

di Davide La Valle

Dopo il lungo, e denso di vittorie, periodo trascorso come meccanico alla Molteni, Colnago lascia questa squadra per un nuovo passo in avanti: nel 1974 diventa sponsor della Scic. A differenza della Molteni, la Scic usa biciclette non solo costruite ma anche marchiate Colnago ...


Nella foto: Ernesto Colnago con Merckx e Baronchelli

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Il record dell'ora di Merckx nel 1972 a Città del Messico: la bicicletta è una Colnago dal peso di 5,750 kg



a. Dalla Molteni alla Scic: si afferma il marchio Colnago

Dopo il lungo, e denso di vittorie, periodo trascorso come meccanico alla Molteni, Colnago lascia questa squadra per un nuovo passo in avanti: nel 1974 diventa sponsor della Scic. A differenza della Molteni, la Scic usa biciclette non solo costruite ma anche marchiate Colnago.
C'è pure un motivo contingente che lo spinge a questa scelta: la valorizzazione di un giovane campione, che nel 1973 aveva vinto il Tour de l'Avenir e il cui nome è Giovanbattista Baronchelli. Dopo il passaggio al professionismo, Baronchelli poteva arrivare alla Molteni: in quel team, però, non avrebbe potuto fare altro che il gregario di Merckx. Colnago costruisce invece una nuova squadra, appunto la Scic, che Baronchelli ricompenserà arrivando secondo nel Giro d'Italia del 1974, a soli dodici secondi dal cannibale Merckx.
In questa fase Colnago fornisce le biciclette anche ad un'altra squadra professionistica, la spagnola Kas, che ha come campione Josè-Manuel Fuente: grande scalatore ma corridore sregolato.


b. Colnago e Saronni

Progressivamente, finisce l'era Merckx.
Nuovi nomi si affacciano sulla scena: tra questi quello di Giuseppe Saronni, che passa al professionismo nel 1977, aiutato da Colnago per l'ingaggio alla Scic. Nella sua prima corsa, il Trofeo Laigueglia, Saronni arriva secondo, dietro solo al campione del mondo Freddy Maertens.

Saronni e Colnago stringeranno un rapporto di amicizia che dura tutt'ora. Inizialmente Saronni è considerato uno sprinter, portato alla Scic in sostituzione del velocista Paolini. Presto si rivela però corridore completo, vincendo due Giri d'Italia (1979 e 1983; anche sette tappe nel Giro del 1980).

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video Giuseppe Saronni vince il Campionato del Mondo 1982 a Goodwood


In mezzo c'è il Campionato del mondo del 1982, a Goodwood in Inghilterra: vinto da Saronni con uno sprint lungo e potente, diventato famoso come "la rasoiata di Goodwood". La squadra è adesso la Del Tongo Colnago (dopo un passaggio di due stagioni nella Gis Gelati): il brand Colnago è direttamente nel nome del team. La bicicletta di Saronni è una Colnago Mexico rossa (un colore oggi conosciuto in ambito ciclistico come "rosso Saronni"). Con questa bici Saronni vince anche il Giro della Svizzera, il Giro di Lombardia, la Milano Sanremo. Era una bicicletta, ha detto Saronni, "su cui mi trovavo splendidamente"; il telaio aveva rinforzi nei foderi bassi posteriori, per reggere la particolare potenza di Saronni nello scatto. Oggi è conservata nella collezione Colnago, ma è stata esposta in diverse mostre in Italia e all'estero.



c. I modelli Colnago degli anni settanta e ottanta

Il record dell'ora di Merckx è stato, infatti, per Colnago un'occasione da sfruttare anche sul piano commerciale. Prima della Mexico al top della gamma commerciale Colnago c'era la Super, che a metà degli anni settanta viene affiancata (la Super rimane infatti in produzione) da questo modello, il cui nome celebra l'impresa di Merckx a Città del Messico. La Mexico, oggi ricercata dai collezionisti, nella prima versione è all'apparenza molto simile alla Super (non è impossibile confonderle): ha però tubi più leggeri di 6/10, ricorda Colnago, e con una nervatura interna in grado di rendere il telaio, oltre che più leggero, anche più rigido.

In realtà, della Mexico compaiono varie versioni. Nelle prime i tubi sono a sezioner tonda, tradizionali. Più avanti il telaio Nuovo Mexico verrà prodotto con schiacciature nel tubo diagonale e in quello orizzontale. Poi ci sarà l'Esamexico, con tubazioni simili a quelle del Master ma a sezione esagonale.
Della Mexico esiste anche una versione - sembra prodotta in un centinaio di esemplari - con il telaio laminato d'oro, un cui esemplare fu donato da Colnago al Pontefice (ma anche ad altri personaggi di spicco).
Nei primi anni ottanta la marca dell'Asso di fiori produce l'Arabesque - questo un modello particolarmente ricercato oggi dai collezionisti - caratterizzato dall'attenzione all'estetica e da raffinate congiunzioni del telaio, con forme arabescate. 
Esiste poi la Colnago Regal, con congiunzioni Arabesque e tubazioni Esamexico.

Accanto a questi c'è il modello Oval CX, in un periodo in cui si inizia a dare attenzione all'aerodinamicità: le tubazioni sono ovalizzate (da qui il nome del modello) per offrire una minore resistenza all'aria.
Già Vanni Pettenella, campione olimpico su pista a Tokio 1964, aveva realizzato negli anni settanta telai con tubazioni di questo tipo, piegate a freddo: e in un'intervista Pettenella ricorderà con soddisfazione che la sua innovazione era stata ripresa da molti ma che solo Colnago gli aveva riconosciuto per questo delle royalties.
Negli anni ottanta viene prodotta anche una Colnago "Saronni".




Nel frattempo è comparso quello che diventerà un altro asso nella manica della casa di Cambiago: il modello Master, una delle biciclette più vittoriose di tutti i tempi. Della Master, il cui telaio ha particolari tubazioni a sezione "stellare" (acciaio Columbus, un Nivacrom, Gilco design) e un rinforzo nella zona del movimento centrale, esisteva già un modello per la pista del 1979. Le prime Master da strada sono però del 1983-'84.

La Master, che vincerà dappertutto, è rimasta in Catalogo per moltissimi anni (anzi, da allora credo lo sia sempre stata, venduta tutt'ora). Varie le versioni: dopo il primo telaio Master è arrivato il Master Più, introdotto nel 1988 e che si distingue per il passaggio della guaina del freno posteriore all'interno del tubo orizzontale; nel 1989 viene commercializzato con la nuova forcella Precisa, a steli diritti. Seguono il Master Olympic (esiste anche una versione con tubi non Columbus ma Tange Ultimate Superlight), il Master Light, il Master X Light, il 55° Anniversary (oltre a diversi modelli da pista e crono).
Forse, la Master rappresenta il vertice raggiunto dalle biciclette con telaio in acciaio usate nelle corse: perché con questa super bicicletta finisce l'era dell'acciaio. Dopo la Master, per il top di gamma avranno infatti la prevalenza altri materiali: il carbonio in particolare.
Anche nella nuova fase Colnago rimarrà comunque all'avanguardia. Sin dalla metà degli anni ottanta è iniziata la collaborazione con Enzo Ferrari, cui Ernesto si rivolge per lo sviluppo in campo ciclistico di questo materiale, già ampiamente usato nella Formula Uno. Del 1986 è il prototipo Concept, telaio e congiunzioni in carbonio, freni idraulici, un cambio particolare, ruote disegnate da Enzo Ferrari.
Poi verrà commercializzata la C35 (monoscocca), la Carbitubo (due tubi per il trasversale), soprattutto la splendida C40 (a congiunzioni in carbonio; una bici che vincerà dappertutto, anche con i campioni della Mapei) e tanti altri modelli.
Ma questa è ormai un'altra parte della storia. Sempre interessante e sempre piena di vittorie per la casa dell'Asso di fiori, ma che non riguarda più il mondo delle bici d'epoca.



Molte informazioni del testo sono tratte da un’intervista a Ernesto Colnago del gennaio 2004, pubblicata su “Cycling News”; le foto sui modelli e altre informazioni provengono da “Quando la bici è arte”, di Rino Negri, Landoni 1985; anche BDC Forum Sez. Vintage.