Una visita al museo "Baldini"

Una visita al museo "Ercole Baldini"



Ercole Baldini oggi, con un amico nella sua casa di Villanova di Forlì



Il museo “Ercole Baldini” ha sede a Villanova di Forlì (in viale Bologna n. 325), dove il campione romagnolo è nato e risiede.
Fin da ragazzo nella sua pedalata c'è qualcosa di impalpabile che lo pone al di sopra dei vari enfant de pajs di Romagna: prima della fine del 1954 batte il record dell'ora nella categoria dilettanti con 44,870 km.
Oggi, come ieri, Baldini  appare sempre compassato, posato, riflessivo come lo aveva descritto Orio Vergani. Vergani lo definì “il ciclista meditativo”, anomalo rispetto ai suoi corregionali guasconi ed espansivi con cui anche oggi si intrattiene disquisendo di ciclismo.
Il materiale bibliografico del museo documenta in particolare il periodo del Baldini professionista, dal 1957 al 1964, focalizzandosi sul triennio 1956- 1958, in cui il “Treno di Forlì”si aggiudicò i maggiori riconoscimenti.
All'inizio del 1956, al Campionato Italiano dell'inseguimento al Velodromo Vigorelli di Milano, giunge ad un solo decimo dal record del mondo, davanti a Faggin. Due mesi dopo a Copenaghen, nel corso dei Campionati Mondiali, al Velodromo di Ordrup, conferma il verdetto del Vigorelli: 1° Baldini, 2° Faggin.
Nel dicembre 1956 conquista il titolo olimpico su strada ai giochi olimpici di Melbourne; il titolo è celebrato da una targa posta all’ingresso del museo.

Baldini e Coppi al Trofeo Baracchi

Divenuto professionista nel 1957,  nella rosa delle vittorie conseguite annovera il Trofeo Baracchi, in coppia con Fausto Coppi (ultimo prestigioso successo del Campionissimo). Nello stesso anno, al Giro d’Italia vince la prova a cronometro di Forte dei Marmi: la media è così elevata che una sessantina di corridori, poi in parte riammessi, finiscono fuori tempo massimo. Baldini conclude la “corsa rosa” al terzo posto, a 5'59" dal vincitore Gastone Nencini.
Dopo essersi allenato battendo i record assoluti dei 10 e dei 20 Km, in un Vigorelli affollato all'inverosimile di folla in delirio, il record assoluto dell’ora di Anquetil è frantumato al primo tentativo: Baldini percorre in un'ora km. 46,393.
L’anno successivo al Giro d’Italia, nella seconda tappa è già maglia rosa; nella cronometro di Viareggio ripete l'impresa dell'anno precedente. Nella tappa che parte da Cesena, nel cuore della sua Romagna e finisce in salita a Boscochiesanuova, il tratto pianeggiante che da Cesena porta a Verona fiacca le gambe degli scalatori, ma non quelle di Baldini, eccezionale passista. A metà salita, dopo aver resistito a numerosi attacchi di Gaul e Bahamontes, prende l'iniziativa e se ne va, staccando tutti:  da un punto di vista tecnico questa vittoria può essere considerata forse la sua più grande impresa che lo consacra campione capace di vincere in qualsiasi specialità e contro gli avversari più forti. Confermerà poi questo successo vincendo il tappone dolomitico e conquistando la maglia rosa finale.

Una pubblicità della Legnano

Al Campionato del mondo su strada di Reims raggiunge la maglia iridata: abbandonato il gruppo a 250 km dal traguardo, stacca uno ad uno i fuggitivi, Louis (detto Louison) Bobet, Gastone Nencini e Gerrit Voorting.
La fine della sua carriera corrisponde alla perdita per il ciclismo di uno dei protagonisti sportivi paradigmatico di quel tempo: un  vero campione che ha saputo dominare su tutti i percorsi, ma soprattutto, un eroe di umanità che ha saputo perdere senza umiliarsi perché prima aveva saputo vincere senza umiliare.

La Legnano del 1958

In un crescendo di impegni e di prestigio, dopo essere stato Direttore Sportivo di Ignis e Bianchi, è stato scelto come Presidente dell'Associazione Ciclisti e infine Presidente della Lega italiana.
Negli scenari internazionali è stato chiamato a collaborare con il  presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) Hein Verbruggen.
Il museo “Ercole Baldini” è ad ingresso gratuito; è visitabile su appuntamento, telefonando ai numeri 0543.756186 o 754132. Il museo  accoglie i simboli del periodo aureo di Baldini: la maglia Azzurra, Tricolore, Iridata e Olimpica fanno da sfondo alla Legnano delle imprese del 1958.
Nel museo è possibile acquistare il libro "La storia di Ercole Baldini" (autori Rino Negri e Maurizio Ricci), il cui ricavato viene interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana Sezione Femminile di Forlì.
Ringrazio Maurizio Ricci, autore del recente volume “Ercole Baldini –l’uomo”, per il tempo dedicatomi nell’evocare le imprese di questo grande campione, il cui talento di ieri è pari alla  gentile disponibilità di oggi nell’accogliere gli ospiti che si recano a rendergli omaggio.
Lapidario il commiato del campione in occasione del nostro incontro: “Il mondo senz'altro è cambiato ma il ciclismo è sempre quello di una volta: il corridore, la bicicletta e la strada…”.


testo e foto di Andrea Bisighin