Unione Velocipedistica Parmense (2011)

Unione Velocipedistica Parmense: scatto vincente subito dopo il via

di Paolo Borelli

 

Sei mesi di vita e già un curriculum decisamente corposo per l’Unione Velocipedistica Parmense, presentata ufficialmente nel marzo di quest’anno presso la sede della Provincia di Parma col patrocinio degli assessorati allo sport, sia dell’amministrazione provinciale che di quella comunale di Parma. Subito le prime pedalate sociali, con bici storiche da turismo per San Giuseppe, tradizionale giorno di sagra cittadina, sia con bici storiche da corsa lungo le strade bianche del Parco regionale del Fiume Taro. Poi l’attività è entrata nel vivo con alcuni eventi di assoluto rilievo.


8 maggio.
La grande esposizione di Piazza Garibaldi
Seconda uscita pubblica, dopo la presentazione ufficiale, è stata la grande esposizione di biciclette da viaggio e da corsa tenutasi all’interno dei cosiddetti “Portici del Grano” sottostanti il Palazzo Comunale di Parma in occasione del passaggio e dell’arrivo in città della Alba-Parma, seconda tappa del 94° Giro d’Italia. La mostra che ha visto il patrocinio e il sostegno dell’assessorato allo sport cittadino guidato da Roberto Ghiretti, grazie all’infaticabile opera del segretario Alberto Gandini, del consigliere Alberto Boschi e di altri tesserati, ha presentato al pubblico oltre cinquanta modelli di varia tipologia ed epoca, oltre a pannelli con oggetti attinenti la bicicletta come la collezione di dinamo e cartelloni pubblicitari in latta del socio Angelo Soncini. Dalle nove di mattina alle venti sono state alcune migliaia i visitatori o i semplici curiosi che si sono avvicinati chiedendo informazioni e delucidazione sui mezzi in esposizione e sugli scopi dell’associazione.


28 maggio.
Il centenario del Sestriere
Sempre nell’ambito della “corsa rosa” è nata l’idea di celebrare il centenario della prima ascesa del Colle del Sestriere al Giro d’Italia. Gli accordi con la società RCS, organizzatrice del 94° Giro d’Italia, hanno permesso ad un drappello di “eroici” dell’UVP di percorre il tratto finale della tappa Verbania-Sestriere, in anticipo sull’arrivo della gara professionistica disputata sabato il 28 maggio 2011. Emuli del bolognese Enzo Corlaita che fu il primo transitare in vetta e del francese Petit-Breton che vinse quella tappa caratterizzata dai 302 chilometri compresi tra Mondovì e Torino, i velocipedisti hanno risalito per 38 chilometri la vallata del Chisone, dai 700 metri di altitudine di  Perosa Argentina fino ai 2035 del  Sestriere, tra due ali di folla che li incitava e li applaudiva. La prestazione è stata sottolineata in diretta dal commentatore Rai, Davide Cassani, che ha messo in risalto il valore culturale ed etico dell’evento, mentre Paolo Borelli, presidente dell’associazione rispondeva alle domande dello speaker ufficiale del Giro, spiegando le ragioni e la valenza della manifestazione.


11 e 12 giugno.
L’apoteosi della “Polverosa”
Nemmeno il tempo di rifiatare che l’associazione si è gettata a capofitto nell’allestimento de “La Polverosa”, voluta e promossa soprattutto dal consigliere Gianluca Ghiretti con i fratelli Fausto e Giampaolo, in memoria del padre Gianni, e giunta alla quarta edizione. Grande il lavoro preparatorio, con l’attento studio del percorso operato dal vicepresidente Fausto Delmonte che sin dalla prima volta si prodiga per reperire sempre nuovi tratti di strada bianca da inserire nel tracciato, per rendere la prova più vicina alle caratteristiche delle strade sulle quali passavano i protagonisti del ciclismo eroico. Già sabato 11 giugno, Monticelli Terme, importante centro termale parmense in comune di Montechiarugolo, si è animato di ciclisti e bici d’epoca. Una pedalata di bici da viaggio proveniente da Parma, la “Polverosa dei piccoli” e una cronometro d’epoca, oltre ai tantissimi stand della mostra mercato con alcuni dei migliori collezionisti italiani e stranieri, hanno animato la località sede di partenza. Entusiasmante la crono d’epoca con una trentina al via, tutti preparati e dotati di mezzi che andavano dalle bici da pista a scatto fisso del 1905 ai prototipi “stile Moser” con le ruote lenticolari dei primi anni Ottanta. Clou della giornata, il talk show serale tenutosi davanti ad un folto pubblico di appassionati nel Teatro Polivalente con la presenza di Francesco Moser, Franco Bitossi, Marcello Mugnaini, Roberto Poggiali, Luciano Armani e di Claudio Torelli, ultimo parmense a vincere una tappa al Giro d’Italia, a Mantova nel lontano 1981. Tra ricordi, aneddoti e uno sguardo al ciclismo di oggi e di domani, una serata piacevole condotta dal giornalista della Gazzetta di Parma Alberto Dallatana, coadiuvato dal presidente dell’UVP, nonché collaboratore del medesimo quotidiano, Paolo Borelli. Al termine festa grande con torta e candeline per il sessantesimo compleanno di Francesco Moser.
L’indomani tutti insieme in Piazza Fornia, centro nevralgico di Monticelli, per la partenza della Polverosa. Colpo d’occhio impressionante con oltre 400 al via, tutti con bici e abbigliamento d’epoca. Una quantità e una qualità che rende la manifestazione seconda solo all’impareggiabile e forse inarrivabile Eroica. Il variopinto serpentone si dirige verso Parma dove è atteso dall’Assessore allo sport Roberto Ghiretti che porterà il saluto del Comune e del comitato di  “Parma European City of Sport 2011”. L’ingresso da Strada della Repubblica verso Piazza Garibaldi, cuore pulsante della città, è trionfale e accolto dagli applausi del pubblico che si è radunato per assistere al passaggio degli eroici. Poi direzione collina lungo tre percorsi: quello breve di circa 40 chilometri, il medio di 60 e il lungo vicino ai 100. Fra il verde delle dolci pendici appenniniche, strade bianche, antichi casali e borghi di origine medievale, fino al culmine del Castello di Torrechiara, uno dei più bei manieri d’Italia, con i tanti ristori disseminati sul percorso a base di prodotti tipici e vini del territorio. Difficile descrivere l’ambiente e il clima che si respirava. Compagnia, allegria e divertimento ne sono solo una sintesi. Poi, fatto ritorno a Monticelli, tavolate con fumanti piatti di  tortelli d’erbette e il podio con le premiazioni hanno chiuso una giornata da incorniciare. E c’è da scommettere che l’anno prossimo che l’UVP cercherà di fare ancor meglio.


26 giugno.
La Piccola Eroica delle Valli Parmensi
Dopo l’abbuffata, in tutti i sensi, della Polverosa era difficile ripeterne i numeri, tuttavia grazie all’appoggio della Filippelli-Vecchia Parma, una società di ciclismo amatoriale affiliata all’Udace e da sempre sensibile al ciclismo d’epoca, tant’è che molti suoi tesserati sono degli habitué dell’Eroica e della Polverosa, in concomitanza con la Granfondo delle Valli Parmensi di Langhirano, l’UVP ha proposto una manifestazione parallela per bici d’epoca, chiamata appunto “Piccola Eroica delle Valli Parmensi”. Pochi, ma buoni, i partecipanti che hanno goduto di una splendida giornata di sole e di tutti i servizi messi in atto dalla complessa macchina organizzativa di una delle migliori granfondo italiane che ha visto al via oltre milletrecento atleti. Suggestivo il passaggio dei ciclisti d’epoca nella piccola frazione di Cavirano, dominata da una bellissima casa-torre in pietra ed entusiasmante la ‘volata’ finale sul traguardo allestito da Filippelli-Vecchia Parma.


27 giugno.
Pistard d’epoca alla serata inaugurale della “6 Giorni internazionale delle Rose”
Serata davvero speciale per il ciclismo eroico al Velodromo Attilio Pavesi di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza): quindici “pistard d’epoca” dell’Unione Velocipedistica Parmense e del Velo Lento di Piacenza hanno aperto la serata inaugurale della quattordicesima “6 Giorni Internazionale delle Rose”. Aldo Acarna, Gabriele Bocchi, Lorenzo Borelli, Paolo Borelli, Maurizio Caggiati, Paolo Cavazzuti, Tiziano Cavazzuti, Gustavo Conni, Silvano Croci, Alberto Gandini, Gianluca Ghiretti, Ermes Leonardi, Angelo Pelosi e Franco Tagliavini sono scesi sulla gloriosa pista piacentina, una delle più antiche d’Italia poiché datata 1929 e sulla quale hanno corso personaggi come il campionissimo Costante Girardengo e lo stesso Attilio Pavesi. Nativo di Caorso, poco lontano da Fiorenzuola, Pavesi che vinse l’alloro olimpico a Los Angeles nel 1932, oggi vive in Argentina e il prossimo 1° ottobre compirà centouno anni, risultando la più anziana medaglia d’oro vivente. Bici da pista e adattate, di varie epoche, per i protagonisti della serata e maglie adeguate all’occasione in posa proprio davanti al nuovo monumento dedicato al campione piacentino. Dall’azzurra simile a quella con cui Pavesi vinse le Olimpiadi, a quella di campione italiano indossata da Giovanni Cuniolo nel 1905, ad una tipica maglia da pista sbracciata del primo Novecento per arrivare ad una tenuta interamente bianca che la Salvarani indossava nelle prove a cronometro sul finire degli anni Sessanta. Poi, tutti in pista: inno nazionale e doppio giro dell’anello in cemento, mentre alla balaustra i quaranta seigiornisti, pronti a partire, osservavano incuriositi e ammirati i pistard eroici sfilare tra gli applausi scoscianti del folto pubblico assiepato in tribuna.


22 luglio.
Centenario del Galibier
L’associazione francese Etoile d’Argent, dopo il successo del centenario della prima ascesa del Col du Tourmalet nel 2010, ha pensato di riproporre un’analoga manifestazione per il centenario del Galibier. Invitati speciali alcuni velocipedisti italiani, tra i quali l’antesignano della “categoria”, ossia il ligure Luciano Berruti e il vincitore del Giro d’Italia d’epoca 2010, Cristian Cappelletto. Fra loro anche tre dirigenti dell’Unione Velocipedistica Parmense: il presidente Paolo Borelli, il vice Fausto Delmonte e il consigliere Alberto Boschi. Ritrovo a Valloire, località ai piedi del “gigante” delle Alpi che ha visto trionfatore Gino Bartali nel famoso Tour del 1948, per ripercorre parte del tracciato che vide Emile Georget transitare per primo sul leggendario colle nel 1911. Bici e abbigliamento rigorosamente di quell’anno per i circa trenta partecipanti, fra cui una decina di italiani. Salita subito arcigna e così per quasi tutti i diciassette chilometri che conducono all vetta, superando quasi milletrecento metri di dislivello, fra i “bravò” del numerosissimo pubblico francese. A quota 2340, presso un tornante reso celebre nel 1998 dallo scatto vincente di Marco Pantani, lanciato verso la maglia gialla, una sosta per l’inaugurazione, alla presenza delle autorità locali,  di una stele dedicata al mitico “pirata”. Poi tutti insieme fino al traguardo. Immediatamente dopo i protagonisti si sono fermati per attendere altri protagonisti, ossia quelli della tappa del Tour de France 2011 con arrivo all’Alpe d’Huez. Grande emozione veder passare Alberto Contador e Andy Schleck, il quale ventiquattro ore prima aveva trionfato sul versante opposto della montagna. Indimenticabile, così come questa giornata dal cielo sereno, ricca di emozioni vissute in un continuo travaso tra passato e presente, sotto un sole sfolgorante, tra le rughe di un asfalto annoso che ha da tempo sostituito ciottoli e ghiaia, ma che non ha perso il suo fascino, e le severe cime delle Alpi ancora innevate che sembrano scrutare chi sale e decidere poi se concedergli il lasciapassare o meno. Per gli eroici non ce n’è stato bisogno, forse avevano un viatico speciale, quello concesso da quei titani della strada che rispondono al nome di Garin, Trousselier, Petit-Breton, Lapize, Thys, Péllisier, del “nostro” grandissimo Ottavio Bottecchia, e che forse occhieggiano ancora di lassù, fra le cuspidi rocciose di quel gigante chiamato Galibier.

Prossimamente
La stagione è ancora lunga e sicuramente non mancheranno le occasioni per vedere in azione l’Unione Velocipedistica Parmense, non solo in ambito “sportivo”, ma anche in raduni conviviali e di certo per la tradizionale cena di fine annata. Prima però, c’è da portare a termine il secondo Giro d’Italia d’epoca con le sue tappe e le premiazioni finali di Padova (durante il Salone della bicicletta) e di Gaiole in Chianti a margine dell’Eroica, la cui edizione 2011 aspetta alcuni degli “uvipini”, decisi ad affrontare il difficile percorso da 130 chilometri con “macchine” anni ’20. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Non resta che attendere. Frattanto si può pure consultare il sito dell’associazione, in parte ancora in via di ultimazione, digitando:
http://unionevelocipedisticaparmense.blogspot.com/

Paolo Borelli, Presidente dell'Unione Velocipedistica Parmense