Cambio Campagnolo Rally

Cambio Campagnolo Rally

Il cambio Campagnolo Rally nasce nel 1973 per permettere l'utilizzo di ruote libere con pignoni oltre i (per allora, tradizionali nelle salite) 26 denti: con il Rally la ruota libera può arrivare sino ai 32 - forse anche 36 - denti. Il Rally permette poi l'utilizzo della tripla moltiplica, che la Campagnolo aveva in catalogo sin dal 1967.
Il Rally non era pensato per le corse: allora i corridori usavano rapporti oggi considerati duri nelle salite. Era invece riivolto al mercato delle bici per il turismo; non a caso, viene chiamato dalla Campagnolo anche "Rally Touring".
Oggi è un cambio che può essere utile per gli appassionati che vogliono affrontare ciclostoriche con salite impegnative: permette di usare rapporti quasi da Mountain Bike, pur rispettando la storia e tutti i requisiti richiesti ad una bici d'epoca.
Purtroppo, non è di facile reperibilità, soprattutto nella prima versione, quella più vecchia e interessante.

Le versioni sono tre.
La prima appare, come detto, nel 1973 e arriva sino ai primi anni ottanta.




























Il corpo è quello del cambio Nuovo Record, con impressa la scritta Rally (ne esistono anche con la scritta Nuovo Record; non si sa se usciti così dalla Campagnolo, per un errore-scelta della fabbrica, magari a corto della nuova versione, oppure frutto di una ricostruzione successiva).
Al corpo del Nuovo record è aggiunta una gabbia lunga, per permettere l'estensione della catena necessaria a reggere la differenza tra numero minimo e massimo dei denti pignoni.
E' un cambio molto robusto e che funziona bene. Ha anche un disegno particolare, che ne rende l'aspetto inconfondibile; le versioni successive avvicineranno il design della concorrenza.

La seconda generazione del Rally vede la luce nel 1982 e arriva al 1986-87. C'è un complessivo ridisegno del cambio e in particolare un alleggerimento. Il Rally perde quell'aspetto massiccio che rende caratteristica la prima versione. Questa seconda generazione del Rally presentò però qualche problema;  funzionava meno bene della prima.



Nel 1987 arriva la terza versione, che verrà prodotta sino ai primi anni novanta. Prosegue l'alleggerimento e si perde pressoché completamente il design del primo Rally.
Dato l'anno in cui appare nel Catalogo Campagnolo, è comunque un cambio che passa la linea temporale - il 1986 - convenzionalmente utilizzata dalle ciclostoriche per definire "d'epoca" una bicicletta.









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