Cambio Campagnolo Record, Super Record, C-Record

Cambio Campagnolo Record, Super Record, C-Record

Il primo gruppo Campagnolo Record è del 1958. Contiene novità importanti: soprattutto la guarnitura, non più in acciaio ma in lega leggera, e con l'innesto a perno quadro sull'asse del movimento centrale. Diventerà presto lo standard per la bici da corsa.
Il gruppo Record del 1958 propone però ancora come cambio il modello Gran Sport. Il cambio Record  arriverà infatti solo nel 1963. L'innovazione principale è lo spostamento verso l'alto del fulcro del bilancere, che permette l'adozione di un più ampio ventaglio di rapporti. Il corpo è in bronzo cromato.

A sinistra il Campagnolo Gran Sport, a destra il Record
 






















Questo cambio rimane nel  Catalogo Campagnolo sino al 1967, quando viene sostituito dal Nuovo Record, con il corpo costruito in alluminio. Il Nuovo Record - che nel tempo conosce quattro versioni leggermente differenziate, in particolare nelle scritte - avrà successo e grande diffusione: è un cambio robusto, efficiente e - per gli standard di allora - leggero. Non è difficile trovarlo oggi a buon prezzo sui banchi dei mercatini.

Il  Nuovo Record


La svolta successiva è del 1973, con il cambio Super Record. Il primo Super è piuttosto simile al Nuovo Record: riduce il peso, però, in quanto adotta viteria in titanio; ha inoltre alcuni particolari anodizzati in nero.
Più consistenti sono i cambiamenti introdotti nella seconda, e più nota, versione del Super Record, a partire dal 1979. Il peso è ulteriormente ridotto (meno di 200 grammi) con l'adozione di una lega leggerissima. L'estetica è completamente rinnovata e rende questo cambio inconfondibile: la scritta Campagnolo non è più in rilievo ed è inscritta in un campo nero.
La nuova versione permette di adottare pignoni sino ai 28 denti. E' un grande successo: non a caso questo cambio rimarrà in produzione sino al 1987; è ancora oggi uno dei cambi più ricercati e usati dagli appassionati di bici d'epoca.

A sinistra il Super Record prima versione (1973), a destra la più nota seconda versione



Nel 1983, per celebrare i cinquanta anni di fondazione della Campagnolo, la casa di Vicenza produce il "Gruppo del Cinquantenario", caratterizzato da alcuni particolari stampati in  oro; è un gruppo oggi conteso dai collezionisti e che ha raggiunto prezzi elevati. A parte l'estetica - che vede la firma Campagnolo Tullio, la cifra 50 e il logo in oro - il cambio è in grande misura costruito sul modello del Super Record.
Nel 1984-85 compare il C-Record (C sta per corsa): il cambio, come altri componenti del gruppo, ha uno splendito design (probabilmente è il più bel cambio mai costruito), con un'impostazione - come usava in quel periodo - aerodinamica. Anche del C-Corsa ci sono versioni leggermente diverse: del 1985-86 è la versione che apre la gabbia della rotellina inferiore (per evitare il rischio di non scorrevolezza legato all'accumulo di sporco); logo e scritte, inoltre, appaiono in modalità diverse.

A sinistra il cambio del Cinquantenario, a destra il C-Record



















Nonostante la ricercatezza del design, che oggi ne ha alzato il prezzo prezzo i collezionisti, il C Record non era destinato ad un grande successo commerciale. Quando Tullio Campagnolo muore nel 1983, gli succede il figlio Valentino che, ancora giovane, si trova ad affrontare una sfida non da poco.
Quelli della metà del decennio ottanta sono infatti anni critici per il mercato delle bici da corsa: in California è esploso il fenomeno della mountain bike e la domanda di bici da corsa va contraendosi.
Ma, soprattutto, si è fatto largo un potente concorrente: la giapponese Shimano, che sta realizzando e mettendo sul mercato grosse novità, le prime importanti innovazioni che sfuggono alla Campagnolo. In particolare Shimano introduce nel 1984-85 il primo gruppo con cambio indicizzato, il Dura Ace 7400, a sei velocità.
La risposta della Campagnolo è il C-Record. Il raffinato design non basta, però, a contrastare l'efficienza del nuovo sistema di cambio giapponese. La Campagnolo dovrà correre ai ripari e produrre anch'essa il cambio indicizzatoz. Con problemi, però, perché i primi tentativi della Campagnolo in questa direzione non saranno particolarmente fortunati:  non è stato facile né immediato raggiungere l'efficienza della cambiata giapponese.
Con questo siamo però già in un periodo, quello dopo il 1986, che oltrepassa il mondo delle bici d'epoca.


Davide La Valle





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