Schede componenti: Freni Campagnolo Delta


1. Introduzione
 Alcuni anni fa, prima ancora di essere colpito da una brutta malattia contagiosa (che, tra l'altro, dicono che in questo periodo si stia pericolosamente diffondendo: qualcuno la chiama bicidepochite, altri bicivintagite o biciclassicite; sembra però che il ceppo virale sia lo stesso) mi capitò di vedere in una vendita dell'usato ciclistico un articolo diverso da tutti gli altri: era un cambio di velocità, ma differente da quelli che conoscevo. Mi attirò perché era un vero e proprio oggetto di design: era bello, con una forma e dei materiali ricercati.
Lo comperai, anche se non ne avevo proprio bisogno, perché era un oggetto raffinato, dietro al quale si vedeva una ricerca estetica.Leve Freni Campagnolo C-Record
Ho poi scoperto che si trattava di un cambio Campagnolo C-Record. E che faceva parte di un intero gruppo splendidamente disegnato e lavorato, che comprende anche i famosi freni Delta: un gruppo oggi ricercato dai collezionisti di tutto il mondo e orgogliosamente mostrato nelle ciclostoriche da chi ha la fortuna di averne uno. E' il gruppo più elegante che sia mai stato messo in commercio.
Beh, quel gruppo e quei freni dal design così raffinato, oggi contesi dagli appassionati, hanno rappresentato per la Campagnolo un flop e l'avvio di un periodo difficile. Il bellissimo C-Record era, infatti, un gruppo tecnicamente arretrato.
 
 
2. Campagnolo e la sfida della Shimano
La Campagnolo, sin dalla sua nascita, era stata all'avanguardia delle innovazioni nel campo dei componenti per le biciclette da corsa. Era stata la casa vicentina ad introdurre, per esempio, lo sgancio rapido della ruota; poi il cambio a bacchette, il Gran Sport (primo cambio veramente moderno), la guarnitura in lega leggera, la diffusione dell'innesto a perno quadro; dobbiamo alla Campagnolo la stessa idea di “gruppo” di componenti.
Continuando a sfornare prodotti di qualità e tecnicamente all'avanguardia, negli anni cinquanta, sessanta e settanta la Campagnolo aveva ottenuto il dominio pressoché incontrastato nel mercato della componentistica per le corse.
Nel 1973, una casa giapponese sconosciuta in campo agonistico, la Shimano, aveva presentato un gruppo di ottima qualità – l'aveva chiamato Dura Ace – che aveva ottenuto alcune vittorie nelle competizioni. Niente, però, che potesse intaccare il dominio Campagnolo.
Le cose cambiano negli anni ottanta.
Già alla fine del decennio settanta Shimano introduce un'innovazione importante: la sostituzione della ruota libera con la cassetta pignoni. Il nuovo sistema, che diventerà lo standard usato anche oggi, non solo permette una più facile scelta della scala pignoni, ma aumenta la solidità del meccanismo, ponendo le basi per l'aumento del numero di velocità disponibili.
Nel 1983 muore Tullio, il fondatore della Campagnolo. Il timone passa nelle mani del figlio Valentino, ancora giovane – aveva trentatre anni – e che solo nel decennio precedente era entrato nell'azienda.
In quell'anno la Campagnolo presenta il Gruppo del cinquantenario: una serie di componenti dall'estetica ricercata, con inserti placcati in oro (anche questo un gruppo oggi molto ambito dai collezionisti). Un prodotto bello ma che dal punto di vista tecnico non aveva niente di nuovo.
Il colpo principale la Shimano lo realizza nel 1984, introducendo il cambio indicizzato: il modello è il Dura Ace 7400 (già negli anni settanta c'era stato un tentativo da parte della Suntour, che però non aveva avuto successo). Il meccanismo è definito S.I.S.: Shimano Indexing System.
La Campagnolo inizialmente non crede nel cambio indicizzato (che in effetti nei primissimi anni non fu apprezzato neppure da molti corridori professionisti, sempre restii ad accettare le novità). La sua risposta allo Shimano Dura Ace 7400 è infatti il C-Record non indicizzato, annunciato alla fine del 1984 e disponibile al pubblico più vasto nel 1986: un gruppo bellissimo ma tecnicamente non a livello della concorrenza.
Campagnolo dovrà presto ricredersi. Il sistema introdotto da Shimano, dopo alcuni miglioramenti, funziona alla perfezione; sarà alla base di una crescita del mercato che favorirà, in particolare, l'esplosione nella vendita delle mountain bike.
La casa italiana correrà ai ripari ma, purtroppo, anche il primo sistema di indicizzazione Campagnolo avrà qualche problema di funzionamento; non sarà un successo.
Si apre così, dopo la morte del fondatore, un periodo non facile per l'azienda vicentina.
 
 
3. I freni Delta C-Record
Li chiamano tutti “Delta” perché questi freni hanno una forma triangolare, che ricorda quella dell'omonima lettera dell'alfabeto greco.
Il nome Delta è entrato nell'uso ma non è quello ufficiale: nel catalogo Campagnolo sono infatti definiti come “freni a bilancere del gruppo Record”.
Sono freni a tiraggio centrale: diversamente da quelli anche oggi più usati nelle bici da corsa, nei Delta il cavo che trasmette dalle leve l'azione frenante non arriva al freno lateralmente ma, appunto, in posizione centrale. Per distinguerli da altri modelli a tiraggio centrale – usati nelle mountain bike ma in voga pure nelle corse su strada, per esempio negli anni sessanta - si definiscono anche freni a camme.
Non tutti sanno che freni con un analogo meccanismo di funzionamento erano stati realizzati da Shimano nel 1980: sono gli Shimano 600 AX (BR 6300; vedi Velobase; poi nel 1982 anche gli Adamas AX BR-AD20; Velobase).
E' alla fine del 1984 che la Campagnolo presenta alla stampa i primi freni Delta, messi poi sul mercato agli inizi del 1985.
Freni Campagnolo CobaltoQuesta prima versione dei Delta presentava però dei problemi di funzionamento: tra l'altro, forse per la mescola della gomma usata per i pattini, un uso intenso ne provocava il surriscaldamento generando una frenata non regolare.
Per questo problema vengono ritirati dal mercato alla metà del 1985 e sostituiti con i Campagnolo Cobalto: i Cobalto sono i tradizionali freni Super Record con una particolarità estetica, una sorta di gemma colore blu cobalto inserita al centro, dove c'è la vite di serraggio.
A fine 1986 escono i nuovi Delta C-Record, rivisti nella meccanica: sono più grandi, così da potenziare i bracci frenanti; i pattini sono allungati e presentano delle scanalature che ne favoriscono il raffreddamento.
La successiva, e ultima versione, dei Delta C-Record, con un meccanismo parzialmente rinnovato, è del 1991.
Ci sono dunque tre versioni dei Delta C- Record (anche se c'è chi parla di cinque versioni: vedi campyonly)
Come possiamo distinguerle?
Non è difficilissimo:
1. 
la prima versione (quella uscita nel 1985 e ritirata dal mercato nello stesso anno; è la versione non funzionante e di cui esistono non molti esemplari) non ha il soffietto in gomma nella parte superiore; inoltre, ha il pattino più corto, di colore marrone chiaro e senza le scanalature introdotte nel secondo tipo;

Freni Campagnolo Delta
2. la seconda versione (la prima realmente funzionante e sul mercato a partire da fine 1986) ha un soffietto bianco in gomma nella zona superiore, dove si regola la tensione del cavo; bianca è anche la copertura in plastica dei due inviti per la ruota;

Freni Campagnolo Delta
3. la terza versione (catalogo 1991 e sino al 1994) ha le parti in gomma nere, non più bianche: sono neri sia il soffietto sia la copertura in plastica degli inviti-ruota.

Freni Campagnolo Delta
Per aprire i Delta e vedere il meccanismo interno è necessario sollevare il tappo posto immediatamente sotto il soffietto in gomma: in questo modo è possibile togliere il coperchio triangolare anteriore.
 
4. I Delta Croce d'Aune
Nel 1988 viene realizzato, accanto al C-Record, il gruppo Campagnolo Croce d'Aune, che presenta la propria versione dei freni Delta.

Freni Campagnolo Delta
Oggi anche i Delta Croce d'Aune sono un pezzo ricercato dai collezionisti, anche se in genere vengono acquistati a prezzi consistentemente inferiori a quelli dei C-Record.
Come distinguere i Delta Croce d'Aune dai Delta C-Record? Anche in questo caso non è difficile:
1. nel Croce d'Aune il tappo posto sopra il corpo del freno e sotto il soffietto in gomma, ha una zigrinatura e forma conica accentuata; elementi che non sono presenti nei C-Record;
2. soprattutto, il Croce d'Aune ha le molle di richiamo facilmente visibili nella parte posteriore del freno, mentre sono mascherate dal tappo in alluminio nei C-Record.

Freni Campagnolo DeltaFreni Campagnolo Delta

















Dei Delta Croce d'Aune troviamo
due versioni (una 1988 e l'altra 1991) che si differenziano per gli stessi particolari che hanno le due versioni - 1986 e 1991 - dei C-Record: parti in gomma (soffietto e copertura degli inviti per la ruota) prima bianche e poi nere. 
 
5. Varianti
Per complicare un poco le cose, sia dei Delta C-Record sia dei Croce d'Aune ci sono delle varianti. In particolare, esiste un gruppo C-Record, con i relativi freni Delta, definito Century, che presenta una finitura di colore scuro.
C'è poi il Croce d'Aune in finitura Grafite, grigio scuro.
Infine, vanno ricordati alcuni Delta pantografati e con colorazione realizzate da case produttrici di biciclette, quali Colnago, Pinarello, ICS, Chesini.
 
6. Conclusione
Nel 1994 il gruppo C-Record viene sostituito e con la sua fine escono di produzione anche i freni Delta. Come detto, non erano stati un successo: erano freni pesanti, costosi, difficili da regolare e con un'azione frenante non perfetta.
La loro parabola ha segnato un periodo difficile per la Campagnolo, che, privata del suo fondatore, si è trovata negli anni ottanta ad affrontare la sfida di una concorrenza agguerrita. Lo stesso Valentino Campagnolo scrive che in quel periodo, ancora giovane, “feci anche parecchi errori dovuti all'inesperienza, tanto che all'inizio degli anni '90 qualcuno mi consigliò di lasciar perdere...” (da Campagnolo. La storia che ha cambiato la bicicletta, di P. Facchinetti e G. Rubino, Bolis, 2008, p. 92).
E' stata anche una fase, in cui, come ha scritto qualcuno, Campagnolo pare come ossessionata dall'estetica.
Oggi, però, la rivincita: sull'usato il prezzo di questi raffinati componenti continua a crescere. I malati di bicidepochite sbavano di desiderio quando vedono su una bicicletta il C-Record e i Delta. E tutti noi non possiamo fare a meno di ammirare l'accuratezza e la splendida lavorazione dei pezzi che compongono questi freni.
Il valore di ciò che è bello emerge nel tempo.
 
Davide La Valle
 

Vedi anche in altri siti:
- raggidistoria: Freni Delta Campagnolo: tutto quello che c'è da sapere (è l'articolo più completo sull'argomento, al quale rimando per approfondimenti; molte informazioni tecniche che ho usato vengono da qui)
- raggidistoria: Cataloghi Campagnolo (1985, 1986, 1987, 1988, 1990 e 1991)
- campyonly: Delta
- classiclightweights: campagnolo delta brakes
- campagnolodelta.blogspot
- velobase: Campagnolo Delta






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