Gimondi e la storia della Chiorda


 
Riceviamo da Enrico Ubiali, che ringraziamo, questa mail:

"Sono un cicloamatore di 19 anni appassionatissimo di storia del ciclismo anche perchè mio nonno è stato amico e manager di Felice Gimondi. Vi invio la foto della bici originale di Gimondi Chiorda utilizzata tra il1966 ed il 1972 appartenente alla mia collezione privata.
La mia collezione privata (già esposta nel 2010 in una mostra a Ponte San Pietro BG) di cimeli del ciclismo d'epoca anni 60 e 70 andrà in onda su Rai Sport2 il 28 settembre durante la diretta da Bergamo per i 70 anni di Felice Gimondi.
Sperando di avervi scritto una segnalazione gradita vi porgo i miei più cordiali  saluti
sportivamente
Enrico
Ubiali
"


Le maglie di Felice GimondiIl nonno di Enrico, Ermenegildo Ubiali (classe 1936),  lavorava in banca e si presentò a Gimondi dopo la vittoria al Tour de l'Avenir del 1964, per proporgli l'apertura di un conto corrente. In realtà, da allora due rimasero uniti da un rapporto di amicizia e fiducia. Ubiali è rimasto al fianco di Gimondi per tutta la sua carriera. Funzionava un po' come un addetto stampa: fissava gli appuntamenti, raccoglieva la corrispondenza,mandava foto e autografi agli appassionati del campione.

Nel 2010, tra aprile e maggio, è stata organizzata a Ponte San Pietro la mostra ricordata da Enrico - con Felice presente all'inaugurazione - che esponeva il materiale su Gimondi (tra cui foto, maglie, trofei).

Nella foto a sinistra, E. Ubiali con le maglie di Gimondi.




Ecco la foto della Chiorda di Gimondi inviataci da Enrico. Seguono alcune informazioni sulla storia della Chiorda.

Chiorda di Felice Gimondi


Troviamo su paramanubrio che "erano i primi anni del '900 quando ad Albino (BG) i tre figli del farmacista Carlo, Vito, ed Ettore Chiorda fondano la Cicli Chiorda. Nel 1906 il giovane corridore dilettante Ettore Noris Chiorda su una bicicletta uscita dalla sua officina vince il campionato sociale UCB, in seguito gareggerà contro campioni come Giovanni Gerbi e Costante Girardengo e parteciperà al Giro d'Italia del 1922".
La produzione inizialmente è ad Albino (Bergamo). Il campanile che compare nel marchio Chiorda è, infatti, quello di Piazza Vittorio Veneto a Bergamo.
Negli anni sessanta la Chiorda diventa proprietà di Angelo Trapletti - un industriale bergamasco che acquisirà anche la Bianchi - che sposta la produzione a Vigano San Martino (Bergamo).
La Chiorda Magni di Felice GimondiLa Chiorda nei primi anni sessanta ha come top di gamma un modello che commercializza con l'etichetta "Magni" (da Fiorenzo Magni, il grande corridore). E' con una bici Chiorda marchiata Magni che Felice Gimondi, allora giovanissimo, vince a sorpresa il Tour de France del 1965. Il colore, che rimarrà caratteristico delle Chiorda, è un blu-azzurro.
La Chiorda Magni viene prodotta nel periodo 1963-'65. Successivamente, anche per l'alta gamma, viene usato direttamente il marchio Chiorda.Gimondi su Chiorda vince la Parigi-Roubaix 1966 (da
La Chiorda è resa famosa dall'abbinamento con la squadra Salvarani (attiva nel periodo 1962-1972), per la quale hanno corso corridori del calibro di Arnaldo Pambianco, Vito Taccone, Vittorio Adorni, Felice Gimondi, Gianni Motta, Gino Zandegù, Rudy Altig, Marino Basso (che su una Chiorda vince il Campionato del Mondo del 1972 a Gap).
Non sempre, però, Gimondi e la Salvarani corsero su bici marchiate Chiorda.
Come detto,dal 1963 al 1965 il marchio è Magni.
Il nome Chiorda (in bianco su fondo blu-azzurro, sul tubo verticale e trasversale) appare sulle bici della Salvarani  nel 1966: quell'anno su Chiorda, Gimondi vince, tra l'altro, la Parigi-Roubaix e il Giro di Lombardia.
Gimondi e Motta sulle Chiorda nel Giro 1970 (da Nel 1967 e nel 1968 le bici dei corridori Salvarani mostrano invece il marchio Bianchi.
Nel 1969 (Gimondi vince il Giro d'Italia), 1970 e 1971 il marchio ritorna ad essere Chiorda.
Negli anni successivi le bici della Salvarani saranno marchiate Bianchi.
In realtà, come accadeva usualmente in quel periodo, le bici dei corridori Salvarani non erano prodotte materialmente negli stabilimenti della Chiorda. I corridori, in particolare quelli di alto livello, potevano servirsi dei telaisti di loro fiducia, che realizzavano biciclette poi verniciate e marchiate Chiorda (come ha ricordato anche Pietro Piazzalunga, allora meccanico della Salvarani). In genere le biciclette della Salvarani, anche le Chiorda, venivano dal Reparto Corse della Bianchi; spesso, però, anche il Reparto Corse della Bianchi si limitava alla verniciatura, al montaggio dei componenti e all'apposizione del marchio su telai realizzati da telaisti di fiducia del corridore. Hanno realizzato telai per la Salvarani De Rosa, Colnago e sembra anche Masi. In particolare, il telaio di questa Chiorda usata da Gimondi e oggi posseduta da Enrico Ubiali è stato realizzato probabilmente da Ernesto Colnago.
La Chiorda poi produsse bici negli anni settanta: i modelli più importanti erano la "Professional" modello 1050 (top di gamma; con tubi Columbus DB e componentistica Campagnolo Record) e la "Gimondi" modello 1053. C'erano poi i modelli 030 e 031, di gamma più bassa, oltre a vari tipi di biciclette da turismo e città.
Recentemente, il marchio Chiorda è stato ripreso e rilanciato dalla Bianchi, forse anche per rispondere alla perdita del marchio Legnano (che oggi, dopo una serie di contese legali, è tornato nelle mani della famiglia Bozzi).

Davide La Valle

Le foto di Gimondi alla Parigi-Roubaix e in coppia con Motta sono da: "Felice Gimondi", di I. Serantoni, SEP 2005.


Vedi anche in questo sito:
- Catalogo Marchi: Chiorda
- Viste all'Eroica: Chiorda Gimondi






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