Catalogo marchi. Bianchi: la storia e i modelli più importanti





1. Storia

Storia della BianchiLa più antica (e più importante) casa italiana per la produzione di biciclette nasce nel 1885 a Milano, come officina meccanica posta al n. 7 di via Nirone, a Milano. E' fondata da Edoardo Bianchi, allora solo ventenne.

Edoardo (1865-1946) era stato orfano di padre e per questo accolto all'età di quattro anni dai Martinitt, un istituto milanese dove ebbe la possibilità di ricevere un'istruzione nel campo della meccanica. Si sdebiterà destinando a questo istituto, sino al termine della sua vita, una percentuale dei profitti della sua azienda.
Dall'inizio, la Bianchi non produce solo biciclette ma anche altri articoli di meccanica: cuscinetti a sfera, strumenti chirurgici, campanelli elettrici e altro.
Nei primi tempi, realizza velocipedi tradizionali. Rapidamente, si orienta però sul modello di bici destinato ad avere maggiore successo: ruote della stessa dimensione e telaio in acciaio.
Nel 1888 applica l'idea di John Dunlop: la gomma con camera d'aria.

In questo periodo è chiamato da Casa Savoia ad insegnare l'uso della bicicletta ai reali e in particolare alla regina Margherita; speciali modelli Bianchi, assieme a bici inglesi, percorrono così i viali del parco della villa reale di Monza. La Bianchi nel 1895 diventa “Fornitore della Real Casa”; può utilizzare sui propri prodotti lo stemma rosso-crociato dei Savoia. Già a cavallo di ottocento e novecento ottiene numerosi riconoscimenti in esposizioni nazionali e internazionali (Milano, Parigi, Bologna, Roma).

Storia della Bianchi
Oltre a bici la Bianchi produce tricicli, con possibilità di applicare un motore; moto a partire dal 1897 (del 1901 è il “Motobicicletto” con motore De Dion), automobili dal 1900; successivamente produrrà anche motori avio (dal 1909) e camion.
Sin dai primi anni la Bianchi riconosce l'importanza delle competizioni ciclistiche, creando il Reparto Corse. Nel 1899 con Giovanni Fernando Tomaselli – che prima correva con una Prinetti e Stucchi - la Bianchi vince il Gran Prix di Parigi su pista; nel 1911 con Carlo Galetti la terza edizione del Giro d'Italia.
La storia della BianchiNel 1905 diventa società per azioni, con Edoardo Bianchi delegato alla gestione.
Nel 1913 appare sui telai il colore tipico delle Bianchi: il classico "azzurro Bianchi" (in realtà un verde acqua; la tonalità del colore è comunque cambiata nel corso degli anni). Questo colore, però, diventerà caratteristico delle biciclette Bianchi solo dal 1940.

Nella prima guerra mondiale, l'azienda fornisce le biciclette per l'esercito; tra queste “La Bersagliera” e un modello pieghevole.
Nel dopoguerra il mercato di cicli e motocicli e con esso la Bianchi, conosce un'ulteriore notevole espansione; tra il 1924 e il 1938 la vendita di bici sale di quasi 200.000 unità all'anno; la Bianchi ne ha la fetta maggiore.
La seconda guerra mondiale, al contrario della prima, non aiuta il settore ciclistico e in particolare la Bianchi.
Nel 1946 muore, dopo un incidente stradale, Edoardo Bianchi. Come presidente della Bianchi s.p.a. subentra il figlio, Giuseppe Bianchi.
Nel secondo dopoguerra, il nome della Bianchi si lega indissolubilmente a quello di Fausto Coppi (strappato alla Legnano, dove nel 1940 aveva vinto il suo primo Giro) e alle sue numerose vittorie (tra l'altro, due Tour e cinque Giri).
A metà degli anni cinquanta, i settori non ciclo dell'azienda mostrano consistenti segni di difficoltà, difficoltà che la Bianchi riesce ad affrontare solo grazie alla solidità nella vendita di biciclette. L'azienda conosce comunque una grossa crisi, che porta alla sua liquidazione nel 1964; si salva solo il settore ciclistico.
In questo periodo entra nella gestione Angelo Trapletti, industriale bergamasco, che inaugura lo stabilimento di Treviglio nel 1967 e, assieme ai fratelli Luigi e Giancarlo, acquista del tutto l'azienda nel 1972.
Nel 1980 la Bianchi entra invece a far parte della Piaggio, che ottiene il pacchetto azionario completo (comprendente anche il marchio Legnano) nel 1991 .
Negli anni successivi il marchio ha subito varie vicissitudini, tra cui l'acquisto nel 1997 da parte di un marchio svedese.

Alcuni dei marchi utilizzati dalla Bianchi
Storia della Bianchi
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2. Modelli più importanti

Tra i primi, i modelli A (con freno a tampone), B e C, quest'ultimo più economico.
Tra ottocento e novecento la Bianchi realizza anche un modello con trasmissione cardanica, che brevetta nel 1901.
Modello D1 (1907; con freno a tampone) e D2 da mezza corsa.
Modello S (1911; freno a tampone).
Particolarmente importante il Modello M Tipo “Giro d’Italia” (dal 1913 al 1932). Inizialmente con freno a tampone; forcellini regolabili per mozzo posteriore a due pignoni; galletti a farfalla; cerchi in legno o, a scelta, in acciaio; dal 1922 freni Bowden e introduzione della ruota libera; dal 1928 con oliatore.
Modello Saetta (1933). Modello Bovet (1934). Saetta Modello Corsa e Modello Sirena (seconda metà anni '30).
Modello Folgore (1940), che adotta il cambio Campagnolo a due stecche. Modello Freccia.
Folgorissimo (1949). Prima di questo modello il serraggio del tubo reggisella era posizionato sopra il tubo orizzontale; adesso viene spostato nella parte posteriore; cambio Campagnolo ad una stecca.
Il Folgorissimo cambia nome in Paris-Roubaix (1950-1951), dopo la vittoria di Coppi nella corsa omonima; freni Universal 5501; ruota libera a 4 e poi 5 rapporti; cerchi Nisi, sella Aquila; manubrio e attacco Bianchi in acciaio. Nel 1952 con deragliatore Campagnolo.
Tour de France (1952-1953) dopo la vittoria di Coppi del 1952. Montata con Campagnolo Gran Sport; manubrio e attacco Ambrosio in alluminio; freni Universal, cerchi Nisi.
Campione del mondo (1953-1954), dopo la vittoria di Coppi a Lugano.
Altri modelli, meno prestigiosi, di questo periodo: Fulmine e Freccia.
Specialissima (dal 1958). Montata con il gruppo Campagnolo Record. Misura del reggisella 27,2 mm. (precedentemente era 25 mm). E' il modello usato dalla squadra Salvarani negli anni sessanta.
Altri modelli degli anni '70: Specialissima Super Corsa, Specialissima Super Leggera.
Bianchi del centenario (1985).
Modello Mondiale (1985), con Campagnolo Super Record.

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Storia della Bianchi
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Bici Bianchi 1907Bianchi 1907, usata da Petit-Breton (Museo Leonardo da Vinci, Milano) 

Storia della BianchiBianchi Folgore 1947

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3. Principali corridori

Hanno corso per e con la Bianchi molti campioni. Tra questi: G. Tomaselli, C. Galetti, T. Belloni, G. Gerbi, E. Pavesi, Petit-Breton, H. Pélissier, O. Bottecchia, C. Girardengo, G. Olmo (record dell’ora 1935), A. Bovet, F. Coppi (mondiale a Lugano nel 1953), R. Riviere (record dell’ora nel 1957,) N. Defilippis, F. Gimondi (mondiale a Barcellona nel 1973), V. Adorni, M. Argentin (mondiale a Colorado Springs nel 1986). Anche se il periodo è successivo al 1986, non si può non ricordare Marco Pantani.

Storia della Bianchi
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Bici Bianchi Centenario
Bianchi del Centenario (da un Catalogo Bianchi 1985, immagine da bulgier.net)



Davide La Valle
 

Sulle Bianchi altre foto e informazioni in questo sito:
- Schede biciBianchi Folgore
- Schede bici: Bianchi Campione del mondo
- Schede bici: Bianchi Specialissima
- Il LibroLa Bianchi "Tour de France"
- Viste all'Eroica: Bianchi 1930
Le bici di Fausto Coppi
- Bici da guardare: Bianchi Tour de France di Italo Nanni

Vedi su altri siti:
- paramanubrio: Catalogo Bianchi fine '800
- registrostoricocicli: Catalogo Bianchi 1902
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1906
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1911
- petitesondes: Catalogo Bianchi 1912
- biciclassiche.com: Catalogo Bianchi 1913

- biciclassiche.com: Catalogo Bianchi 1914
- ruotedicarta. Catalogo Bianchi 1914
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1916
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1918
- biciclassiche.com: Catalogo Bianchi 1920

- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1922
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1924
- paramanubrio: Catalogo Bianchi Super R 1924
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1925
- biciclassiche.com: Catalogo Bianchi 1926

- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1927
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1928
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1930
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- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1938 ricambi
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- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1940
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- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1942 ricambi militari
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1946
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1947
- biciclassiche.com: Catalogo Bianchi 1948

- biciclassiche.com: Catalogo Bianchi 1949
- biciclassiche.com: Catalogo Bianchi 1951
- biciclassiche.com: Catalogo Bianchi 1952
- paramanubrio: Catalogo Bianchi 1955

- aver: La storia della Bianchi
- classicrendezvous (in lingua inglese): Bianchi
- bulgier: Catalogs (1981, 1983, 1984, 1985)
- velobase (in lingua inglese): Bianchi Rekord 748
- velobase (in lingua inglese): Bianchi Specialissima
- velobase (in lingua inglese): BianchiSuperleggera
- biciclassiche: Bianchi M 1922 in fase di restauro
- biciclassiche: Bianchi M primi anni '30
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- paramanubrio: Bianchi Corsa Campione del mondo anni '50
- paramanubrio: Bianchi Specialissima degli anni '60
- raggidistoria: Bianchi Tour de France 1952
- raggidistoria: Bianchi Campione del Mondo 1953


Bibliografia essenziale

- Antonio Gentile, Edoardo Bianchi, Giorgio Nada Editore, Milano 1997
- Daniele Marchesini, Bianchi. Una bicicletta sola al comando, Bolis, Bergamo 2007
- Giuseppe Nardini, La bici d'epoca. Appunti per conoscere e riconoscere la bicicletta da corsa d'epoca, I libri de L'Eroica, Siena 2012 (seconda edizione)
- Paolo Tullini, La Bianchi "Tour de France", Bologna 2012 (seconda edizione)





 

 
 

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