Il libro: Gino Bartali 100 anni di leggenda

Gino Bartali 100 anni di leggendaChi ama il ciclismo e le imprese di Gino Bartali deve avere questo volume.
Chi ama la prosa rigorosa ed epica di Gregori, chi predilige l’ironia di Pastonesi, chi la forza affabulatoria di Ballestracci e degli altri amici che hanno collaborato al lavoro coordinato da Giacinto Bevilacqua, non può fare a meno di leggere queste interessantissime pagine.
Ma chi stravede per i polverosi documenti cartacei, farà di tutto per conservare nella libreria di casa quello che si presenta come un’antologia di tutto ciò che i giornali, i fotografi e la stampa dell’epoca hanno pubblicato su Gino. Sì, perché questo catalogo/libro fotografico è veramente un tesoro.
Questo tesoro di immagini ci viene messo a disposizione con la consueta passione e leggerezza dall’amico Renato Bulfon, concreto ricercatore di Mortegliano. Ma per lui forse l’etichetta di ricercatore è riduttiva, come riduttiva è la qualifica di collezionista di memorabilia ciclistici a tutto tondo.
In successione e in ordine sparso: Bartali che stravince per ben due anni di seguito a l’Aquila la tappa decisiva dei Giri anteguerra. Bartali, in solitaria o duettando con Coppi, che monopolizza la prima pagina intera sulla Gazzetta con le sue imprese del Tour, della Sanremo, del Lombardia, del Giro di Svizzera; Bartali sulle vignette e sulle copertine di riviste e nelle pubblicità; sui fumetti e le vignette di Molino.
Una raccolta fantastica. Persino spartiti musicali dedicati a lui e una serie di autografi da far impallidire gli adepti. Un Bartali che ha attraversato due conflitti e che ha traghettato il ciclismo da Girardengo ad Anquetil assumendosi il fardello atletico e tecnico di vincere, stravincere, perdere e all’occorrenza polemizzare. Lasciatemi però segnalare con particolare simpatia il pezzo di Pastonesi sulla fisiognomica patologica, e non, del naso con riferimento al ciclismo: è il naso che fa il corridore o è il correre, che con grandi probabilità di traumi, fa diventare il “naso triste come una salita”? Ma quanti tipi di nasi da ciclismo esistono? E per finire, perché chi ha naso sceglie il ciclismo? E se non aveva naso Bartali…

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