L'angolo della lettura: "Minima pedalia"


Questa rubrica presenta libri sulla bicicletta riportandone brevi brani.
C'è chi smette di fumare, chi smette di bere, di giocare a carte... e chi smette di andare in auto. Appende il volante al chiodo e inforca la bicicletta. Emilio Rigatti in questo libro è un disertore in fuga dall'esercito automobilistico. Nel brano che riportiamo, Rigatti inizia la sua avventura di ciclonauta.



Minima Pedalia. Viaggi quotidiani su due ruote e manuale di diserzione automobilistica

Emilio Rigatti, Ediciclo 2004, pp. 249





“Aggancio la scarpa al pedale, respiro a fondo il profumo di uva fragola che si mescola con quello del caffè appena bevuto e, mentre la bici si tende, frenata, sotto la pressione del piede – stavo per dire ‘dello zoccolo’ – sento un frammento d’emozione da viaggio. Un pezzettino piccolo, ma riconoscibile, la pasta è quella. Via, rullaggio. Faccio un mezzo giro per portarmi sulla linea di decollo della provinciale, arrivo allo stop, attraverso la strada e imbocco, piano, la ciclovia verso Villa Vicentina. Mi accerto di avere con me il magnetofono per gli appunti volanti: c’è. Contachilometri: roger. Luci: roger. Cambio: roger. Casco: agganciato. Fa fresco e mi pento di aver indossato i pantaloni corti. Il rumore del pneumatico sulla strada ha un suono grasso, saporito, piacevole, come di mano che accarezza un velluto. Ogni tanto, dove l’asfalto è più umido, ha vibrazioni più acute: donna che si gratta la calza (nera) con le unghie lunghe. Rosse. Sa di giornata che incomincia e di piccoli destini, nell’aria lilla spenta, nel cielo pallido dove soffia già l’autunno. Il fruscio della gomma si accorda con le gambe che si scaldano, col respiro che immette vento fresco nei polmoni, con lo sguardo che sbadiglia esplorando il paesaggio. Colpo di pollice, la catena scende sull’ingranaggio più piccolo e la velocità aumenta. L’asfalto scorre sempre più veloce sotto le ruote.
…                                                                                       Una volta raggiunta la velocità di crociera mi servo un Ferrero Rocher, che mi ero scartato e messo in tasca per l’occasione, e mi lascio prendere dal silenzio della campagna. You are welcome, grazie” (pp. 25-26).

 

Emilio Rigatti, insegnante e scrittore, ma soprattutto cicloviaggiatore, legge Leopardi al posto della televisione e ha appeso il volante al chiodo alla fine del viaggio a pedali da Trieste a Istambul percorso nel 2001 assieme a Rumiz e ad Altan (da cui è stato tratto il libro La strada per Istambul, premio "Albatros" per la letteratura di viaggio nel 2002). In questo libro racconta il piacere e la filosofia del viaggio quotidiano in bicicletta . A fine 2005 ha raccontato in Yo no soy gringo come è nata la sua passione per le due ruote. Nel 2006 ha attraversato l'Italia a pedali evitando i percorsi turistici e lo ha raccontato nel libro Italia fuorirotta. Nel 2009 ha rievocato il suo legame con il territorio dalmata in Dalmazia Dalmazia. Viaggio sentimentale da Trieste alle Bocche di Cattaro. Nel 2010 ha pubblicato Se la scuola avesse le ruote, già presente in questa rubrica.