Se la scuola avesse le ruote


Questa rubrica presenta libri sulla bicicletta riportandone brevi brani.
Il brano di oggi è tratto da un libro di Emilio Rigatti.
Rigatti, che oltre ad essere scrittore è anche professore di scuola media, è riuscito a organizzare per i ragazzi della sua classe un giro in bicicletta per il Friuli. Dopo una bella - e calda - pedalata la comitiva è arrivata sull’Isonzo.


Se la scuola avesse le ruote. Avventure di ragazzi on the road e manuale di pedagogia

Emilio Rigatti, Ediciclo 2010, pp. 175



“I ragazzi … guardano con desiderio l’acqua del fiume che spumeggia sotto il ponte: ‘Prof, possiamo fare il bagno, dopo?’. ‘Ragazzi’ rispondo secco, ‘ho una grossa responsabilità su di voi. Non se ne parla nemmeno’. Ci mancherebbe, il bagno nel fiume. Così mi licenziano.

Il drappello si è accampato sul greto. Chi si è messo all’ombra dei giunchi, chi mangia il panino offerto dal supermercato dei signori Piva a mo’ di amichevole sponsorizzazione, chi scruta l’acqua e poi m’interroga con gli occhi supplichevoli. Rinnovo l’interdizione coranica e, un quarto d’ora dopo, quando sarò a bagnomaria anch’io, mi chiederò che razza di figura avrò fatto davanti a loro con l’imposizione militaresca del divieto seguita da una resa senza condizioni. Infatti basta un momento di distrazione e già sento il primo tonfo: ‘Plunf’. E’ Luca Müller, completamente fradicio, che tira sott’acqua la Maria. Poi è Lena a obliterare il mio ‘no!’ con un sonoro tuffo, seguito da quelli di Mattia, Anita, Davide. Insomma, tutto il branco, obbedendo a un istinto atavico, si lancia in disordine nelle acque gelide del fiume, proprio come ho visto fare ai pinguini nei documentari naturalistici. Gridano, si lanciano spruzzi, insulti, frizzi. La mia autorità è stata annegata, vanificata, sminuzzata, ma le mie domande sul ‘che fare’ pedagogico non sembrano impensierire i ragazzi. Principio d’autorità e filosofia didattica sono rimpiazzati momentaneamente da un divertimento ineguagliabile, totale, selvaggio. Il richiamo dell’acqua, sotterraneo e potente, ha infradiciato l’asettico regolamento scolastico. C’è poco da fare: non posso mica mettere una nota agli istinti primordiali o alla forza di gravità. E che? Sarò l’unico a non bagnarmi in ossequio a un principio di autorità stabilito che qui evidentemente non vale nulla? Becco e bastonato? Mi tolgo la maglietta, i pantaloni e resto in costume. Qualcuno si accorge della manovra: ‘Rigatti si butta! Bravo, prof!’. Un kiai, una rincorsa, un tonfo, e vengo accolto da un’ovazione dei ragazzi, ormai quasi-orda. Quando emergo come un periscopio, esploro le facce attorno a me, tra i rivoli che mi scendono sugli occhi. I Cro-magnon mi circondano, ridendo a crepapelle, e capisco di colpo che sono di nuovo in grado di esercitare il comando. Ma non sono più un prof. Sono un capo barbaro. E loro non sono la seconda A, ma una squadra di mercenari serbi al comando di Vuk Isakovic, il protagonista di Migrazioni di Crnjanski. Visto come si trasforma, con un paio di frasi ben piazzate e una citazione, un’umiliazione in un trionfo? Che mi accettino nell’ufficio stampa di qualche esercito o di qualche parlamentare?” [pp. 42-44]

 

Emilio Rigatti, insegnante e scrittore, ma soprattutto cicloviaggiatore, legge Leopardi al posto della televisione e ha appeso il volante al chiodo alla fine del viaggio a pedali da Trieste a Istambul percorso nel 2001 assieme a Rumiz e ad Altan (da cui è stato tratto il libro La strada per Istambul, premio "Albatros" per la letteratura di viaggio nel 2002). Ha raccontato il piacere e la filosofia del viaggio quotidiano in bicicletta in Minima pedalia (2004). A fine 2005 ha raccontato in Yo no soy gringo come è nata la sua passione per le due ruote. Nel 2006 ha attraversato l'Italia a pedali evitando i percorsi turistici e lo ha raccontato nel libro Italia fuorirotta. Nel 2009 ha rievocato il suo legame con il territorio dalmata in Dalmazia Dalmazia. Viaggio sentimentale da Trieste alle Bocche di Cattaro.