Cinelli

Cinelli

CinelliCinelli badgeCinelli. L'arte e il design della bicicletta


 CinelliCinelli. L'arte e il design della bicicletta, di Lodovico Pignatti Morano, Rizzoli, 2012, pp. 288, euro 45.


Un libro interessante, uscito originariamente per gli Usa e adesso pubblicato anche in Italia dalla Rizzoli.
E' un volume con molte, belle, grandi fotografie a colori, che illustrano la storia della Cinelli soprattutto da un punto di vista tecnico.
Lo spazio principale è dedicato non alla prima fase della Cinelli (quella che vede alla guida Cino) ma alla seconda: quando Cino si ritira e cede l'azienda ad Antonio Colombo.Cinelli Laser
La particolarità di Colombo è di vedere nella bici anche un oggetto di design.
L'inizio della sua gestione vede un nuovo logo (la C alata), poi il restyling della Supercorsa (il modello top di gamma della vecchia Cinelli).
Vengono poi la realizzazione della splendida Laser (vedi la scheda della Laser in questo sito; anche una Laser all'Eroica 2012), progettata in base alle idee aerodinamiche in voga nei primi anni ottanta e costruita (in circa 250-300 esemplari) da Andrea Pesenti.
Infine molti altri prodotti, sino alle attuali realizzazioni della Cinelli, avanzate da un punto di vista tecnico ma anche molto curate e davvero particolari nella grafica.
Una particolarità segnalata nel libro: il modello Golden Black. Alla fine degli anni settanta erano in voga anche le biciclette come status symbol: per esempio, la Mexico oro realizzata da Colnago. Nel 1981 la Cinelli risponde con la Golden Black: il cui telaio è sottoposto ad un elaborato processo di cromatura nera e contiene alcuni particolari placcati in oro diciotto carati.
La Cinelli Golden Black
   
Due telai nella nuova Cinelli Supercorsa (1979-1982)



    
 



Breve storia della Cinelli
La "Cicli Giotto Cinelli" era nata nel 1938-39 a Firenze, inizialmente per la produzione di attacchi e curve manubrio, poi anche bici.
Nel 1948 Giotto aveva ceduto l’attività al fratello Cino Cinelli, corridore di successo (aveva corso per la Frejùs, la Bianchi, la Benotto, vincendo, tra l'altro, la Milano-Sanremo del 1943), che sposta la produzione a Milano.
Poiché la parte principale della produzione Cinelli era costituita da attacchi e curve manubrio, Cino - per evitare rapporti concorrenziali con gli altri produttori - non ha mai spinto troppo sulla vendita di bici complete. Per questa scelta, le Cinelli, dopo il primissimo periodo, sono rimaste bici di prezzo elevato (così come elevato ne era il contenuto tecnico e di innovazione: sono state definite le Rolls Royce delle biciclette).
In effetti, Cinelli ha introdotto o comunque diffuso numerose innovazioni nelle bici da corsa:
- la forcella con la testa “sloping” ;
- un particolare snodo di sella (dal 1953), nel quale la vite di serraggio del tubo reggisella attraversa i pendenti posteriori del telaio);
- il pedale a sgancio rapido (1973);
- il manubrio in alluminio (1963), già esistente ma diffuso da Cinelli;
- la sella in plastica (Unicantor 1962), prima introdotta da T. Nieddu con cui la Cinelli collaborerà;
- la saldatura a TIG.
Modello principale è stata la Supercorsa. (vedi scheda).
La Cinelli è anche la prima casa ad avere portato in Italia la Mountain Bike (con il "Rampichino", 1984), dopo la cessione, nel 1978, ad Antonio Colombo.

Rampichino Cinelli