Il libro: Il nostro Coppi

AAVV, Il nostro Coppi. Il Campionissimo nel ricordo dei figli Marina e Fausto, Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 2010, pp. 221, euro 25.


Nel libro viene delineata l'immagine di "Coppi papà", raccontato dai figli Marina e Fausto, mentre attraverso le numerose immagini fotografiche che corredano la pubblicazione, è possibile ripercorrere i momenti più importanti della carriera sportiva del Campionissimo.
Il volume, davvero bello nei testi e nelle immagini , è stato realizzato nel 2010 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona per celebrare l'anniversario della scomparsa di Fausto Coppi.

Dal capitolo 'Una narrazione epica' di Marco Pastonesi (p. 16).
"Angelo Fausto Coppi, ma tutti lo chiamano Faustino. Nasce a Castellania, in cima a una collina, alle spalle di Tortona, il 15 settembre 1919. Il papà, Domenico, ha un campo di sei ettari, la mamma, Angiolina, tiene casa e figli, i figli sono Livio, maggiore, e Serse, minore, e le due sorelle Dina e Maria. Le bambine badano ai tacchini e alle oche, i bambini lavorano la terra. Papà Domenico arrotonda i guadagni della terra facendo il sensale dei vini delle colline.
A Castellania c'è la scuola elementare: una sola classe, tutti insieme, dai più piccoli ai più grandi, compresi quelli che ripetono gli anni per ritardare il lavoro, tutti i giorni, tutte le settimane, tutti mesi, anno dopo anno, nei campi. Faustino è magro, lungo, pelle e ossa. Ha lo sterno fuori: il petto di pollo, scherzano i fratelli. Ha lo sguardo triste, il naso lungo e affilato, una resistenza insospettabile. Ma appena possibile, il lavoro con la vanga e l'aratro gli viene risparmiato: diventa garzone di una salumeria, prepara pacchetti e ogni tanto salta sulla bicicletta per fare delle consegne a domicilio. Sono gli anni di Costante Girardengo  e Alfredo Binda, e lì vicino c'è Novi Ligure, la cittadina di Girardengo e del suo massaggiatore Biagio Cavanna. E' così che Fausto Coppi comincia a sognare, ad occhi aperti, a pedali. La sua prima bici è scassata, da viaggio, con il manubrione e senza cambio. Eppure nessuno gli sta dietro. La sua seconda bici è una Maino, da corsa, con il manubrio all'in giù. Luigi Malabrocca, futura maglia nera, cioè l'ultimo in classifica nei giri d'Italia in cui Coppi trionferà, lo ricorda alla partenza di una delle sue prime corse: "Del ciclista non ha niente, una camicia malandata e braghe svolazzanti, fissate alle caviglie dalle mollette delle lavandaie. 'Se questo riesce a finire una corsa - pensa Malabrocca - io vinco il Giro d'Italia'".


La Legnano di Coppi alla punzonatura (i meccanici applicavano dei piombini
contrassegni ai mozzi e al telaio) in una corsa dei primi anni '40 (p. 70)



25 luglio 1951, tappa Gap-Briancon del Tour de France
Coppi sarà primo al traguardo (p. 131)



Luglio 1952, Tour de France. A sinistra. Coppi in maglia gialla è solo sul Galibier e arriverà da trionfatore
 al Sestrière. A destra: 7° tappa, a cronometro, che Coppi vince nettamente (p. 141)