Labron

Il libro: Labron





Toni Bevilacqua

Labròn. La vita e le avventure di Toni Bevilacqua
, di Claudio Gregori, Villa Farsetti, 2012, pp. 312, euro 25

Labròn è Toni Bevilacqua. In dialetto (Bevilacqua è di Santa Maria di Sala, in provincia di Padova) labròn sta per labbrone: un soprannome che Toni - complice Gianni Brera - deve al suo labbro, grande e pendulo.
Questo libro racconta la sua storia. Racconta le sue vittorie; Bevilacqua ha vinto una Parigi-Roubaix, undici tappe del Giro d'Italia, due titoli mondiali dell'inseguimento, cinque campionati italiani ed è salito sette volte sul podio mondiale (sei su pista e uno su strada). Ma racconta soprattutto la sua storia umana: "le sue radici contadine, il suo essere figlio della Grande Guerra, la sua crescita umana fino alla morte, impreziosita dal dono degli occhi. La storia di Bevilacqua è anche la storia del suo paese, Santa Maria di Sala e della sua terra, il Veneto".
"Toni non era un campione inavvicinabile. Era uno di noi. Semplice, genuino, come il vino buono, generoso. 'Aveva il cuore grande come la sua valigia', disse di lui Bartali".


Toni Bevilacqua
Bevilacqua verso la vittoria alla Parigi Roubaix del 1951; secondo sarà Bobet e terzo Van Steenbergen


Toni Bevilacqua
Bevilacqua subito all'attacco nel Campionato del Mondo di Varese del 1951


Toni Bevilacqua
 Kubler precede Magni sul traguardo dei Campionato del Mondo di Varese del 1951; Bevilacqua  - che ha avuto la voltata tirata da Minardi - è terzo




Davide La Valle