Le bici di Coppi: la vera storia delle biciclette del Campionissimo

 


Le bici di Coppi


Paolo Amadori e Paolo Tullini

Le bici di Coppi

Il tesoro ritrovato di Pinella De Grandi e la vera storia delle biciclette del Campionissimo

 

La storia di un ritrovamento che scuoterà il mondo del collezionismo ciclistico.

La ricostruzione fedele, a prova di documentazione storica, delle biciclette Bianchi utilizzate da Fausto Coppi nel corso della sua straordinaria carriera.

Un volume imperdibile pubblicato da Ediciclo Editore.

In vendita in tutte le librerie per tutti gli appassionati di memorabilia e di vintage.

Il libro sarà presentato in anteprima all’Eroica 2013 a Gaiole in Chianti.

 

 

Piano dell’opera

Prefazione di Carlo Delfino

Introduzione

1. Intervista alla signora Caterina nipote di Pinella De Grandi

2. Pinella e la valigetta delle meraviglie

3. I Registri del Reparto Corse Bianchi

4. I segreti di Pinella

5. La corrispondenza di Pinella

6. Schede tecniche delle biciclette di Fausto Coppi

- Le Bianchi

- La Legnano del Record dell’ora

- La Masi/Coppi

- La Bianchi di Serse Coppi

7. Dalle vittorie di Fausto Coppi alle biciclette Bianchi celebrative di serie

8. Note tecniche su telai e componenti

9. Intervista al costruttore Alberto Masi e al meccanico Giuseppe Drali

 

Tanto è stato scritto su Fausto Coppi, corridore e uomo, sulle sue imprese, sulla sua morte e sulla costruzione di un vero e proprio mito. Poco invece è stato detto del rapporto tra il Campionissimo e le sue biciclette.
Questo libro parte proprio da qui, dall’appassionata ricerca e descrizione delle biciclette Bianchi usate dal Campionissimo nel corso della sua carriera, dal 1945al 1958. E tutto questo è stato possibile grazie a uno straordinario ritrovamento: i Registri storici di produzione del “reparto Corse” della Bianchi.
Da una valigetta
dimenticata - quella di Pinella De Grandi, forse il più famoso meccanico della storia del ciclismo, soprannominato Pinza d’Oro” - e recuperata da Paolo Amadori, uno dei due autori del libro, è uscito un vero tesoro.
Oltre ai Registri storici, che si pensava fossero andati irrimediabilmente perduti con i numeri di telaio e le misure delle biciclette costruite per tutti i corridori Bianchi dai primi anni ’40 a fine anni ’60, sono tornati alla luce i quaderni di appunti e i diari di Pinella, in cui il meccanico dei campioni annotava, giorno per giorno, particolari tecnici e note sulle prestazioni dei ciclisti in corsa (al Giro, al Tour e in altre competizioni).
Grazie a questi documenti inediti, Amadori e Tullini hanno minuziosamente catalogato, tra le 70 biciclette utilizzate da Fausto Coppi durante la sua carriera alla Bianchi (dal 1945 al 1958), i 13 modelli originali e hanno fornito per ciascuno di loro, un’accurata descrizione tecnica e una ricca documentazione fotografica, raccontando in un nuovo modo, e anche grazie a inedite immagini, le imprese ciclistiche in cui quelle biciclette hanno accompagnato il Campionissimo.

 "...Chi ama il ciclismo non può prescindere da Fausto Coppi e chi ama Fausto Coppi, deve per forza riconoscere che l’affidabilità, l’eleganza e la robustezza della sua leggendaria Bianchi, sono stati per anni e anni alleati fedeli e “compagni di squadra” affettuosi.
La bicicletta di Fausto Coppi e “il Campionissimo”!
Un binomio inscindibile.
Per tutta la carriera Fausto Coppi segue
in maniera maniacale l’allestimento della propria Bianchi. Ne respira il telaio variando con i maestri telaisti della casa biancoceleste” millimetriche angolazioni e misure; adotta di volta in volta originali soluzioni componentistiche, sperimentando nuovi accessori.
La sua bicicletta era la “sua” bicicletta, e
basta!
[…] Soltanto una volta accettò una bicicletta non sua, ma la guerra era in corso e non si poteva certo andare tanto per il sottile. Chissà che fine avrà fatto il mezzo meccanico che gli regalò Giuseppe D’Avino quando nella sua bottega di falegname gli disse con la voce piena di commozione: “Tenite”. Chissà chi aveva avuto l’onore di assemblare quei tubi che avrebbero permesso a Fausto di tornare alle corse e dopo qualche mese alla “normale” vita da campione. Di che marca sarà stata? Non sono mai riuscito a saperlo. Quasi sicuramente non lo sapremo mai…
Sappiamo però quali sono state le altre biciclette di
Fausto Coppi e in questo lavoro degli amici Amadori e Tullini ne ammiriamo almeno una dozzina che fanno bella mostra in giro per l’Italia.
Ognuna ha la sua storia di autenticità, tutte ci
raccontano del Campionissimo e della sua unicità e irripetibilità nel mondo del pedale."

 Dalla prefazione di Carlo Delfino, storico del ciclismo





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