Il libro: Pedalare controvento, recensione di C. Delfino





Pedalare controvento


Mario Cionfoli, Pedalare controvento! Ciclismo femminile nella storia: figlio di un dio minore, Marcianum Press, 2013, pp.166, euro 16.


Pedalando sempre CONTROTUTTO….

Il vento contrario è sempre fastidioso. C’era quando sono comparsi i primi velocipedi e le signorine prendevano parte, sotto falso nome, alle prime corse. Era presente quando Alfonsina Strada correva il Giro senza timori riverenziali. E’ stato un uragano quando Anna Maria Ortese dovette indossare addirittura abiti maschili per poter seguire la carovana “maschilista”. In questi ultimi anni il vento si sta calmando ma resta pur sempre contrario al “ciclismo donne”. La televisione considera solo gli appuntamenti mondiali; le classiche si guardano bene dal proporre una versione femminile delle stesse, la ripartizione dei premi e la gestione delle società è poco più che dilettantesca; la voce delle atlete inascoltata e sottovalutata. Eppure il ciclismo femminile ha una sua storia, eppure le donne hanno corso, hanno corso non solo contro rivali e avversarie sui pedali, ma hanno corso soprattutto contro le prevenzioni, contro l’ironia, addirittura contro la scienza che le vedeva dedite all’autoerotismo sul sellino. Hanno corso contro la sottomissione, il pregiudizio, la vergogna e lo scherno, pedalando in tandem con la voglia di libertà, in sincronia con le pari opportunità (come è di moda dire oggi…), sulla spinta dell’emancipazione che prima apparteneva soltanto a pochissime elette. La bicicletta negli ultimi due secoli ha influito sull’evoluzione dei costumi assai più di ogni altra cosa, ma come disse Alfonsina Strada, forse la meno misconosciuta tra le atlete del pedale “per quanto abbia lottato in gara con tanti uomini alla pari, perdendo o superandoli, sono sempre rimasta donna, orgogliosa di esserlo!”.

E orgoglioso di questo libro deve essere anche l’autore, quel Mario Cionfoli giunto con caparbietà e sapienza alla sua seconda fatica. Il dott. Cionfoli, medico chirurgo e medico dello sport, ha colmato un vuoto letterario e tecnico sul pedale rosa e sulle sue implicazioni storiche, sociali e passionali. La donna ha da decenni amato la bicicletta come strumento di fatica, di emancipazione e di dignità. Cionfoli sostiene addirittura che la bici è donna, è determinazione, volontà e stile. Percorrendo quasi duecento anni di storia, producendo documenti frutto di ricerca su riviste dell’ottocento pubblicate anche negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, narra cronache di corse pionieristiche e tratteggia ritratti che risaltano per la loro spontaneità e voglia di vivere.

Purtroppo il ciclismo femminile è ancora di serie B. Come precisa il sottotitolo è “figlio di un dio minore”. Soprattutto in Italia. Eppure i “personaggi” che la stampa chiede sono entrati in scena e continuano a esserci. Perché questa situazione? In conclusione al volume, una lunga intervista esclusiva di Carlo Delfino alla nota campionessa lituana Edita Puciskaite, che ormai vive stabilmente nel nostro paese, esamina prospettive, aspettative e intenzioni per migliorare una condizione che francamente non ci sta bene. Le donne che pedalano meritano molto di più…

 Carlo Delfino








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